Dopo il Salone del Libro, fiore all’occhiello del capoluogo piemontese, ora tocca al Salone Auto Parco Valentino.

Il Parco Valentino 2020 si terrà in Lombardia, nel prossimo mese di Giugno: non è stata annunciata la location, la sapremo nei dettagli a Settembre, ma si fa largo l’ipotesi di un salone tra il Parco e l’Autodromo di Monza.

L’edizione 2020 del Parco Valentino (se si chiamerà ancora così), quindi, non si svolgerà più a Torino. L’annuncio ufficiale è di qualche giorno fa, con la comunicazione dello spostamento in Lombardia, senza però entrare nello specifico sul luogo. Tante le ipotesi formulate, ma quella più credibile appare la decisione di allestire l’esposizione tra il Parco e l’Autodromo di Monza.

Monza approva l’idea del Salone

L’ipotesi, ovviamente, scalda il cuore dei cittadini e dei politici della città alle porte di Milano, dove già si tiene l’appuntamento automobilistico italiano più importante dell’anno, con il classico Gran Premio di Formula 1 di inizio Settembre e per il quale qualche mese fa è stato rinnovato l’accordo fino 2024.

Siamo molto felici e riteniamo di avere tutte le carte in regola in regola per diventare la capitale dei motori – sono le parole di Dario Allevi, sindaco di Monza, riportate dal portale locale MBNews – Se dovesse accadere, saremmo pronti a lavorare per questo progetto mettendo a disposizione le nostre strutture e gli organizzatori troverebbero le porte aperte”.

Anche gli altri consiglieri, di tutti gli schieramenti politici, hanno mostrato entusiasmo per questa possibilità, vedendola come “una grande opportunità” sia dal punto di vista logistico che economico, per dare un altro appuntamento clou agli appassionati italiani delle quattro ruote.

Come dargli torto? Non ci vuole una laurea in economia e commercio per capire l’enorme giro di capitali che porta una manifestazione del genere. I visitatori arrivano da tutta italia e dall’estero, incrementando le entrate legate al turismo, facendo cassa per hotel, alberghi e B&B, privati e non, ma anche i trasporti, bus, metro, treni. Non solo, ma anche i commercianti beneficiano di questi eventi, senza parlare del settore della ristorazione, degli stand all’aperto, di tutto il micro commercio che ruota intorno e, più importante ancora,le vendite del settore automobilistico.

Inoltre, il prestigio per la città ospitante, derivante da un evento come questo, non è cosa marginale. I milanesi lo sanno bene. Torino, a quanto pare, no.

Non possono non emergere spontaneamente un paio di riflessioni.

Torino, capitale dell’auto

Torino è il simbolo del’automobile. 11 luglio 1899, nasce qui la Fabbrica Italiana Automobili Torino e per tutto il ‘900 è il punto di riferimento dell’industria automobilistica italiana. E’ l’azienda che cambia la storia dell’economia italiana. E’ il polo catalizzatore dell’unità d’Italia, generante un fenomeno di migrazione senza precedenti dal sud al nord. Torino “inventa” l’automobile.

Il parco del Valentino. Uno spazio espositivo che offre la possibilità di ospitare manifestazioni ed eventi in una cornice suggestiva e storica, richiamo all’arte medievale, con il suo Borgo e con il suo imponente castello del XVI secolo, orgoglio del patrimonio storico della città. Dulcis in fundo, il parco del Valentino, risulta essere il parco italiano più apprezzato dai turisti.

Terza ed ultima riflessione, ma non certo per importanza, il settore turistico della città. Mentre Milano si inventa di tutto, pur di attirare “consumatori” di ogni genere, questa sembra l’ennesima occasione per Torino, di far crescere la sua reputazione di “città inospitale” ma soprattutto di danneggiare economicamente e a livello di immagine, tutti coloro che in questa città ci vivono, ci investono tempo, passione e denaro.

La domanda che mi pongo è questa: ma com’è possibile che l’amministrazione di una città come Torino, possa permettere, anzi, volere, infliggere un danno così ingente? Possibile che non ci si renda conto del danno culturale, sociale e d economico che si sta arrecando e della visibilità mediatica che viene così inesorabilmente penalizzata ?

La manifestazione del Parco Valentino. nella foto il piazzale del castello con un'auto nera al centro e tutto il pubblico dietro le transenne che circondano il cortile
L’ultima edizione del Salone Auto parco Valentino

Vi cito, ma per carità, vi prego, non sto facendone una questione politica, ma puramente di approfondimento giornalistico, le esatte affermazioni di chi si è esposto su questa vicenda.

Ambasciator non porta pena…

Il Comune di Torino si spacca sull’addio del Salone dell’Auto e quella che è una svolta in un fenomeno di costume diventa un fronte di scontro politico. E nello scambio di accuse, si perdono le vere ragioni di una frattura tra quello che è il simbolo della Torino produttiva e la città.   

A sentire le parole del presidente della manifestazione, Andrea Levy, si capisce molto. Parla di “vocazione innovativa”, “evento internazionale” e “spettacolare inaugurazione dinamica”. Tutti slogan che fanno rima con Milano, specie in una stagione in cui, dopo il successo dell’Expo e l’assegnazione (in tandem con Cortina) delle Olimpiadi invernali – alle quali Torino non ha voluto nemmeno presentare la propria candidatura – il capoluogo lombardo sperimenta una vivacità senza precedenti.

Nonostante il successo dell’ultima edizione, che si è svolta nel Parco del Valentino –  54 case automobilistiche, 700 mila visitatori e oltre 2.000 vetture speciali – hanno pesato le esitazioni della giunta e l’aperta ostilità del vicesindaco Guido Montanari, che aveva detto: Fosse stato per me, il Salone al Valentino non ci sarebbe mai stato. Anzi, nell’ultima edizione ho sperato che arrivasse la grandine e se lo portasse via. Sono stato io a mandare i vigili per multare gli organizzatori“.

Mi astengo, per etica professionale, e lascio a voi i commenti di queste affermazioni.

Per dovere di cronaca, continuo ad esporvi il progetto che vedrà la Lombardia godere dell’organizzazione di questo prelibato evento.

Un mix tra un classico salone ed eventi di velocità

Mentre la location è ancora da definire, il Parco Valentino 2020 non cambierà la sua formula, cioè un salone all’aperto, internazionale e gratuito. L’apertura, come è già stato ufficializzato, è programmata a Milano, quando si terrà la classica President Parade, che dovrebbe toccare il centro e tutti i luoghi principali del capoluogo lombardo.

Oltre agli stand all’ aperto, l’idea di Monza nasce anche dalla possibilità di unire il salone, con degli eventi legati alla velocità, sfruttando così l’autodromo. Rendendo così l’appuntamento italiano un mix tra un classico salone dell’auto ed un evento in stile Goodwood.

Le amare conclusioni

Poche ore prima dell’addio proclamato da Levy, la Appendino aveva annunciato di voler votare contro una mozione firmata da alcuni consiglieri del M5s che chiedeva che il Parco del Valentino non fosse più utilizzato per eventi fieristici, un atto che avrebbe provocato lo spostamento del Salone dell’Auto.

E a nulla era servito l’incontro, al quale aveva partecipato anche l’assessore al Turismo Alberto Sacco, per garantire “il pieno supporto da parte della città” alla manifestazione.

Incluso un piano pluriennale di comunicazione che a questo punto resterà a prendere polvere in un cassetto.

Davvero una grande perdita per la città.

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