image_pdfimage_print

Il comunicato stampa con l’annuncio è’ arrivato come una doccia gelata. Gli sci restano appoggiati al muro per ancora un mese. All’alba della riapertura degli impianti sciistici, il ministro Speranza ha annunciato, lo stop prorogato fino al 5 marzo. Stessa sorte l’hanno subìta i ristoratori delle regioni che sono diventate improvvisamente arancioni, come Liguria. All’ultimo minuto si sono visti sfumare un incasso importante. Quel che è più grave ancora,è che contestualmente hanno subito una perdita ingente, poichè le scorte per il giorno di San Valentino erano già state acquistate e, nota a latere ma non meno importante, avevano tutti registrato il tutto esaurito.

Era da davvero tempo immemore che la neve non scendeva così abbondante e in tempi normali sarebbe stata davvero una stagione particolarmente proficua. Ma non quest’anno. Tutto l’indotto che è impiegato nel settore turistico montano da mesi è fermo senza vedere il becco di un quattrino. Dopo la delusione dovuta alla chiusura nel periodo natalizio, aveva riposto ogni speranza di poter, non certo salvare, ma almeno recuperare il salvabile dalle prossime settimane di lavoro. Invece, lo stop mette la pietra tombale su qualsiasi possibilità di entrata economica, facendo infuriare i gestori delle stazioni sciistiche, degli alberghi, dei ristoranti, dei negozi di abbigliamento.

Una perdita, secondo Coldiretti, stimata intorno ai 12 miliardi di euro. Una perdita che coinvolge l’intero indotto del turismo invernale, comprese le filiere agro alimentari che riguardano la produzione di formaggi, prodotti tipici e dell’allevamento.

Riaprire il 5 marzo (salvo nuovi provvedimenti) non servirà a nulla. La stagione ormai è saltata e la situazione richiede misure economiche urgenti. Ristori adeguati e, soprattutto, immediati, non solo promesse.

degli sciatori su una pista di sci piena di neve
Sci: stop fino al 5 marzo, ma Piana di Vigezzo non ci sta e apre le piste

Piana di Vigezzo apre le piste

Le leggi non si fanno con i comunicati stampa. Venerdì ho ricevuto una comunicazione dalla Regione Piemonte che il 15 febbraio si poteva aprire e quindi mi sono attrezzato per farlo. Poi ieri sera c’è stato un comunicato stampa che non mi pare abbia validità di legge che diceva che gli impianti devono restare chiusi e io tra la legge e il comunicato stampa ho scelto la legge“. A fare questa dichiarazione all’Adnkronos Luca mantovani, l’ ad della società “Vigezzo & Friends” che gestisce l’impianto di Piana di Vigezzo, nel Comune di Craveggia (Vco) .

Dura anche la risposta del governatore della Regione Piemonte, che parla di mancanza di rispetto da parte del ministro Speranza e chiede a gran voce l’intervento del nuovo premier, Mario Draghi. “Fuori dai palazzi romani c’è un mondo reale, fatto di persone reali che hanno assunto dipendenti, han fatto contratti, venduto skypass. Ci sono famiglie che, viste le vacanze, hanno preso ferie per portare i figli in montagna. Persone di cui il ministro Speranza ha dimostrato di non avere rispetto“, ha dichiarato Cirio all’Ansa.it.

Oltre il danno, la beffa.

Ciò che è inaccettabile è che la notizia sia arrivata 24 ore prima della riapertura. “Hanno aspettato fino a domenica a bloccare l’apertura dello sci, dopo che lo scorso 4 febbraio lo stesso Cts aveva autorizzato la ripresa. I dubbi sono legittimi, ma mi chiedo se non si poteva farlo prima, le stazioni sciistiche che avevano ancora quattro soldi li hanno spesi per la ripartenza che oggi non c’è stata“, ha dichiarato lo stesso governatore a SkyTg24.