UN ATTRICE…DA PAURA!

Cara Margherita, è la terza email che ti scrivo. Non so se le altre due ti sono arrivate ma ci provo ancora! Ho studiato come te Arte Drammatica presso *** e pian piano sto facendo i miei primi passi a teatro e qualche particina in Tv. Sono molto felice della piega che ha preso la mia vita ma c’è un enorme problema. Prima di salire sul palco vado nel panico più assoluto…sento il cuore a 1000, vorrei scappare…ho paura, tanta paura! Io ti ho vista a teatro, tu sembri a casa tua! Vorrei avere la tua tranquillità! Ho anche paura che questo difetto possa bloccare la mia carriera su cui tante forze e speranze ho investito. Come posso fare? Un caro saluto, con tanta tanta stima. Federica

Cara Federica, anzi collega! Prima di tutto, vorrei dirti che mi arrivano tantissime mail, e purtroppo non posso rispondere a tutte. Molte rimangono indietro, molte vengono letto dopo giorni.

Poi, per venire alla tua situazione. Innanzitutto, bisogna capire bene se il tuo è un disturbo da panico o di normale ansia pre-esibizione (in gergo, ansia da prestazione).

Nel primo caso, infatti, trattandosi di un disturbo vero e proprio appunto, è necessario fare dei percorsi ben specifici (per esempio quello psicoterapico o quello farmacologico, al limite).

Nel secondo caso, invece, bisogna aver pazienza e pian piano esporsi sempre di più alla situazione che fa paura (il palco, il pubblico) affinché diventi più gestibile e abituale. Anche perché l’ansia a volte – ti parrà strano – fa anche bene; per esempio, aumenta la concentrazione.

Mi hai fatto sorridere quando hai detto che io sono tranquilla sul palco. Sì, in realtà lo sono una volta che inizio a recitare. Ma prima di iniziare, dietro alle quinte, nonostante tutti gli anni di teatro che ho fatto, ho ancora una forte forte emozione prima di entrare in scena. A volte, vorrei girare i tacchi ed andarmene; altre volte mi chiedo persino perché cavolo abbia fatto l’attrice, tanta è la “strizza”! Altre volte ancora, penso al mio maestro, Macario, come a cercare un suo ideale abbraccio rassicurante.

E in questa situazione, si trovano tantissime colleghe e colleghi, cara Federica. E’ un po’ la croce e la delizia del mestiere!

Pensa che Pavarotti – se la memoria non mi inganna – diceva in un’intervista che prima di emettere il primo suono, durante la rappresentazione di un’ opera, era spaventatissimo.

Comunque, quello che potresti fare è guardare con occhi nuovi questa tua ansia, provando a vederla come un’ amica, come un’alleata e non come qualcosa da reprimere o distruggere. E’ molto probabile che così facendo, la pressione che senti prima di un’esibizione pian piano diminuisca e tu possa sempre di più affrontare serenamente quello spazio meraviglioso che è il palcoscenico!

Un forte abbraccio, collega!

Scrivetemi su info@zetatielle.com , risponderò ad ognuno di voi!!!

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Margherita Fumero
Attrice teatrale televisiva e cinematografica. Allieva di Macario, ha lavorato per anni in coppia con Enrico Beruschi. Tra le sue partecipazioni più famose: Drive In di Antonio Ricci e Camera Cafè nel ruolo della stagista Wanda. Dice di sè: Descrivermi? Io? Già è difficile descrivere una persona che si conosce da diverso tempo, figuriamoci se stessi, ma...ci proverò! Anche perché non è così scontato che un individuo si conosca in tutte le sue sfaccettature, nonostante sia in “compagnia di se stesso” da tutta una vita. Infatti, ci sono parti di noi che ci sfuggono, altre che sono sotterrate negli strati più profondi del nostro animo, oppure altre che semplicemente non vogliamo vedere. Io, complice il lavoro che faccio, ho dovuto scavare dentro di me, anche per fare arrivare al pubblico l'emozione che deriva dall'essere in una particolare situazione. In più – e lo dico per chi non conosce la mia formazione – ho frequentato l'Accademia di arte drammatica, non di “arte Comica”! Fu Macario che mi consigliò di dedicarmi al comico, attraverso la frase che cito in tutte le interviste dove mi chiedono dei miei esordi: “con quella faccia lì, devi far ridere”, mi disse. Tuttavia, non si deve pensare che essere attori comici significhi per forza conoscere solo il lato divertente della vita; anzi! Si dice che i più grandi comici della storia siano stati dei depressi; un po' come i clown che, in alcune scuole di mimo e recitazione, vengono presentati come personaggi in realtà tristi. Io, in realtà, a parte qualche triste e naturale accadimento – come quelli che la vita riserva più o meno ad ognuno di noi – non posso sicuramente dire che sia o sia stata una persona infelice. Al contrario: la mia “voglia di far ridere” deriva da quella serenità che ho sempre respirato in famiglia. Mia mamma Luisa era un po' come me: ironica, sorridente e con la battuta pronta. Il mio papà Gino era più riflessivo, più incline alla saggezza, ma sempre sereno. Io ho fatto un bel frullato di queste caratteristiche, ci ho aggiunto quello che la natura mi ha regalato attraverso il temperamento et voilà: signore e signori, questa è la Fumero! Una signora buffa ma dignitosa; un soggetto autoironico ma profondamente rispettoso degli altri; una donna che può interpretare mille personaggi, pur rimanendo sempre se stessa. Una persona che finge sul palcoscenico ma che è profondamente vera nella vita reale.