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Il Senato Italiano invita il Governo a sospendere la campagna dei vaccini under 18, ma il Ministero della Salute insiste

Tutti gli studi di fase 3 sui vaccini COVID-19 sono in corso e non dovrebbero concludersi fino alla fine del 2022/inizio 2023. I vaccini sono, quindi, attualmente sperimentali con dati limitati sulla sicurezza degli adulti a breve termine e non disponibili (…). La tecnologia del vaccino mRNA completamente nuova, che non è mai stata precedentemente approvata per l’uso nell’uomo (…). I potenziali effetti a insorgenza tardiva possono richiedere mesi o anni per manifestarsi“.

E’ un estratto dell’atto n°1 -00388, pubblicato il 16 giugno 2021, nella seduta n. 337 del Senato Italiano.

Il Senato informa

Il Senato informa la cittadinanza italiana e mette agli atti una lettera aperta, comparsa sul sito di HART (Health advisory & recovery team) e sottoscritta da un gruppo di medici inglesi. La lettera è indirizzata all’MHRA (Medicines & healthcare products regolatory agency), l’equivalente dell’AIFA italiana.

Il focus della missiva punta sulle vaccinazioni under 18. Il Senato specifica in una premessa che, proprio in vista della campagna vaccinale recentemente avviata in Italia, delle persone al di sotto dei 18 anni, nello specifico si riferisce ai prossimi “open day” che coinvolgeranno i bambini tra i 12 e i 15 anni, “si ritiene opportuno riportare alcuni passaggi significativi della citata lettera“.

Il problema che già si evidenzia su diversi soggetti tra i 16 e i 24 anni, è la comparsa di miocarditi dopo le vaccinazioni con Pfizer e Moderna. (fonte: ultimo rapporto di vigilanza dei CDC).

Evidenzia anche che in Germania, la commissione permanente per le vaccinazioni (Stiko) del “Robert Koch Institut” non consiglia la somministrazione di Pfizer ai giovanissimi. Anzi, citiamo testualmente. “L’uso di Comirnaty in bambini e adolescenti di età compresa tra 12 e 17 anni senza precedenti malattie è attualmente generalmente non raccomandato. Per questa fascia di età è quindi possibile la vaccinazione solamente dopo consiglio medico e se il bambino o l’adolescente o i tutori accettano i rischi individuali“.

Infatti, in Israele, la campagna vaccinale sui minori è avviata da mesi. Sono state riportate 275 miocarditi nei giovani di età compresa tra i 16 e i 30 anni. Riscontri simili anche negli Stati Uniti.

L’appello dei medici

La lettera riportata dal Senato è datata 20 maggio 2021. E’ un appello dei medici inglesi che sostengono che sia “irresponsabile, non etico e in effetti non necessario includere i bambini sotto i 18 anni nel lancio nazionale del vaccino COVID-19“. Ed è chiarito che gli studi clinici sui bambini pongono enormi dilemmi etici a causa dei rischi sconosciuti, aggiungendo che si dovrebbe attendere la fine degli attuali studi di fase 3 e diversi anni ancora per ricevere tutti i dati sulla sicurezza negli adulti, al fine di escludere o quantificare tutti i potenziali effetti avversi“.

Effettivamente, dati alla mano, l’appello citato dal Senato Italiano solleva ragionevoli dubbi. La somministrazione dei vaccini alla fascia di popolazione under 18, così come da campagna vaccinale in corso, secondo il Senato, andrebbe davvero riconsiderata, tant’è che invita esplicitamente il Governo a sospenderla.

L’appello continua. “Le limitate sperimentazioni sui bambini intraprese fino ad oggi sono totalmente sottodimensionate per escludere effetti collaterali non comuni ma gravi. I bambini hanno una vita davanti a loro e i loro sistemi immunologici e neurologici sono ancora in fase di sviluppo, il che li rende potenzialmente più vulnerabili agli effetti avversi rispetto agli adulti.

E ancora:”Sono già state sollevate una serie di preoccupazioni specifiche, tra cui malattie autoimmuni e possibili effetti sulla placenta e sulla fertilità. Un articolo pubblicato di recente ha sollevato la possibilità che i vaccini mRNA COVID-19 possano innescare malattie neurodegenerative basate su prioni. Tutti i potenziali rischi, noti e sconosciuti, devono essere bilanciati rispetto ai rischi del COVID-19 stesso. Quindi ai bambini si applicherà un rapporto rischi/benefici molto diverso rispetto agli adulti“.

Giuramento di Ippocrate: prima non nuocere

C’è un’importante saggezza nel giuramento di Ippocrate che afferma:’Prima non nuocere’. Tutti gli interventi medici comportano un rischio di danno, quindi abbiamo il dovere di agire con cautela e proporzionalità.

Questo è particolarmente vero quando si considera l’intervento di massa in una popolazione sana, nella quale situazione ci devono essere prove concrete di benefici molto maggiori dei danni. Le attuali prove disponibili mostrano chiaramente che il calcolo del rischio rispetto al beneficio non supporta la somministrazione frettolosa e sperimentale di vaccini COVID-19 a bambini, che non hanno praticamente alcun rischio di COVID-19, ma affrontano rischi noti e sconosciuti derivanti dai vaccini. La Dichiarazione dei diritti del fanciullo afferma che ‘il fanciullo, a causa della sua immaturità fisica e mentale, ha bisogno di tutele e cure speciali, compresa un’adeguata protezione legale’. Da adulti abbiamo il dovere di proteggere i bambini da danni non necessari e prevedibili. Concludiamo che è irresponsabile, non etico e in effetti non necessario includere i bambini sotto i 18 anni nel lancio nazionale del vaccino COVID-19“.

Così concludono l’appello i firmatari della missiva indirizzata all’MHRA (Medicines & healthcare products regolatory agency), l’equivalente dell’AIFA italiana. (clicca qui per leggere la lettera in versione integrale).

Conclusioni del Senato Italiano

Poichè si tratta di un’informazione particolarmente delicata, citiamo testualmente, per estratti, quanto pubblicato sul sito Senato.it (clicca qui)

Con riferimento agli aspetti etici della questione sollevata, si ritiene necessario e non rinviabile l’intervento del Comitato etico e (fatte le dovute premesse disponibili sul testo integrale a questo link – n.d.r) impegna il Governo:

1) ad attivare urgentemente il Comitato etico dell’Istituto superiore di sanità per la valutazione dei benefici e dei rischi della somministrazione dei vaccini anti COVID-19 agli under 18.

2) a sospendere la vaccinazione di massa degli under 18, se non in presenza di indicazioni specifiche per singoli casi, in attesa che la comunità scientifica disponga di dati sufficienti a sciogliere i dubbi legati agli eventi avversi resi noti, ad esempio dal CDC e dal sistema di vigilanza israeliano.

3) a potenziare la rete di farmacovigilanza con un sistema dedicato al COVID-19 e implementabile, che consenta una categorizzazione ed un’elaborazione statistica dei dati a livello nazionale e all’interno di un sistema europeo gestito dall’EMA, oltre che in un sistema mondiale gestito dall’OMS, alla stregua di quanto fatto ad esempio dall’Inghilterra.