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Si fa strada una nuova riforma per quel che riguarda il catasto e i sistemi di calcolo del valore patrimoniale della casa. Le novità sono sostanzialmente due: la classificazione dell’immmobile e la tassazione.

Dicamo subito che le proposte saranno trattate in Parlamento in maniera generica e che ci vorra tempo prima che possano entrare in vigore. La riforma, infatti, non entrerà in vigore prima del 2023.

Immobili ordinari e immobili speciali

La prima novità sarà la suddivisione degli immobili in due categorie: ordinari e speciali.

Un capitolo a parte si apre invece per gli immobili considerati beni culturali.

La classificazione si renderebbe necessaria per la riqualificazione degli immobili dei centri storici. Questi immobili, infatti, hanno un alto pregio, ma con una rendita catastale molto bassa.

Al contrario, gli immobili delle periferie, di più recente costruzione, hanno molto meno pregio ma il loro estimo è più alto e molto più vicino al valore di mercato.

Con la nuova riforma del catasto si arriverebbe, di fatto, ad una drastica semplificazione delle categorie catastali, fino a eliminare la differenza tra case popolari e di lusso.

La riforma sul mattone

Tra e ipotesi della riforma sul mattone spicca la probabilità che l’indicazione dei metri quadrati prenda il posto del numero dei vani. Un’ipotesi che riguarderebbe gli immobili ordinari la cui classificazione dipenderebbe non più dal numero dei vani bensì dalla sua superficie.

Nuovi parametri di calcolo contribuirebbero a determinare il valore delle abitazioni, come la fattura e tipologia edilizia, i servizi, l’affaccio e l’intorno.

Il valore di reddito sarebbe affiancato o sostituito da quello medio di mercato. Il valore dell’unità unità immobiliare sarebbe dato dal valore unitario della propria categoria in una singola zona.

Del resto, già da tempo, negli atti di compravendita è stato introdotto il prezzo reale di acquisto, oltre al valore catastale, anche se senza alcuna incidenza sulle imposte previste.

Diverso è il discorso per gli immobili speciali, per i quali entrerebbero in gioco le sinergie tra Comuni e Entrate, per la determinazione dei valori catastali. Fondamentali saranno anche le statistiche per determinare le caratteristiche edilizie dei beni per ciascuna destinazione catastale.

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