Un tuffo nel passato, un tuffo nella dinastia sabauda. Un’occasione per “toccare con mano” la storia del nostro paese, custodita negli armadi della Memoria.

Un modo per “aprire alla gente un luogo ricco di significato storico e culturale“, per dirla con le parole del Prefetto Luigi Viana che ci ha permesso questa insolita “incursione”. Questo è stato il senso della visita alla Sede delle Sezioni Riunite dell’Archivio di Stato, evento organizzato dal Distretto Rotary 2031 del Piemonte e Valle d’Aosta.

la porta di uno degli armadi della memoria con in primo piano la cerniera della porta e il numero "13"

Un ex ospedale diventa Archivio

Il palazzo di via Piave a Torino, nato come ospedale, progettato dall’architetto Giuseppe Talucchi nel 1818, mette soggezione solo a guardarlo. Una costruzione a croce di Sant’Andrea unica nel suo genere, convertita agli inizi del XX secolo in archivio unico dello Stato: storia dell’arte, ma non solo.

Entrando dall’ingresso principale, quasi automaticamente si viene proiettati indietro nel tempo, all’epoca narrata da Edmondo De Amicis nel libro “Cuore”.

Ottantadue chilometri di documenti, gelosamente custoditi in armadi del Settecento, che contengono documenti storici, cartografie, contratti commerciali, che rappresentano davvero la storia italiana. Una storia tangibile, che si può toccare con mano, con estrema delicatezza, naturalmente, e che diventa alla portata di tutti: studiosi, studenti, semplici curiosi.

l'archivo di statp con il colonnato nella forma esagonale del piano dove sono conservati gli armadi della memoria

Toccare la Storia con mano

Ammirando le pergamene esposte, la mente corre quasi automaticamente, allo “scriptorium”, mirabilmente descritto da Umberto Eco ne “Il nome della rosa”, o al “Palazzo delle Corporazioni” di Kingsbridge, descritto con dovizia di particolari da Ken Follett, nella triologia omonima.

Quattordici secoli di storia, una memoria che, non a caso sono considerati patrimonio mondiale dell’umanità.

Senza cadere troppo nella retorica, vi posso garantire che tenere in mano un piccolo tomo, finemente rilegato, aprirlo e leggere l’intestazione che recita: “Carlo Alberto, Re di Sardegna, di Cipro e di Gerusalemme”; è difficilmente descrivibile.

Per dovere di cronaca, il tomo in questione, è un capitolo del codice penale, facente parte dello “Statuto Albertino”, che è rimasto in vigore, fino alla nascita della Repubblica Italiana.

Come dicevo poc’anzi: toccare la storia con mano.

L’Archivio del Rotary

L’archivio di stato però, non è solo la memoria della storia sabauda: un’ampia parte del palazzo è adibito ad archivio rotariano, ed è proprio grazie all’intervento del Distretto 2031, da un’idea del Dott. Giuseppe Nuzzo, che i documenti e le sale dell’archivio di Stato, sono stati resi accessibili al pubblico.

Una raccolta impressionante di memorie storiche che narrano la storia del Rotary, dalla sua nascita ad oggi. Un archivio aperto a chiunque abbia voglia di conoscere questa associazione, testimone ma anche protagonista dei principali eventi della storia. Durante gli ultimi 100 anni, la Fondazione Rotary ha speso 3 miliardi di dollari per progetti sostenibili e capaci di cambiare in meglio la qualità della vita.

Questo è il Rotary, un punto d’incontro in cui uomini e donne intraprendenti, amici, conoscenti, professionisti ed imprenditori si riuniscono per impegnarsi a risolvere i problemi più pressanti, scambiare idee, agire ed apportare cambiamenti positivi e duraturi nella comunità.

Su questi principi si fonda la filosofia del Rotary, e trasmettere valori e cultura è uno dei motivi per cui hanno messo a disposizione del pubblico la loro documentazione, consultabile presso l’Archivio di Stato.

una pergamena antica scritta a mano

Correva l’anno 1924…

Storicamente, il distretto 2031 nasce nel 1924, L’Italia dell’epoca si presentava segnata dalle cicatrici di una lunga guerra e si affacciava al periodo mussoliniano. In un contesto di cambiamenti, povertà e rinascita del Paese, il Rotary a Torino prendeva vita, dando le basi di una forte identità che oggi è più che mai consolidata, in aiuto alla comunità.

Questo lungo percorso, non solo del Rotary 2031, ma di tutto ciò che concerne i Rotary Club, è documentato ed è custodito all’interno dell’Archivio di Stato. Inimmaginabile il lavoro che è stato fatto per digitalizzare pagina per pagina, ogni documento. Un lavoro, è proprio il caso di dirlo, certosino, che è iniziato nel 2003/2004 e che oggi offre a chi vuole consultarlo un patrimonio documentale estremamente interessante e utile.

Tanta è la curiosità e sono lusingato di aver potuto esprimere tutte le mie domande al “custode” di questo tempio della memoria, il dottor Giuseppe Nuzzo, Governatore del Centenario, e la Dott.ssa Giovanna Mastrotisi, attuale Governatore del Distretto 2031. Quanto spiegato dal dottor Nuzzo, ha un sapore antico, affascinante, ricco di particolari e aneddoti preziosi e si respira la sua infinita passione per questo suo lavoro. Un lavoro fatto di ricerca e dedizione, affinchè il passato sia esempio e monito per i posteri.

Io vivo qua dentro, gli archivi fanno parte della mia famiglia e di me. Noi andiamo indietro nella storia delle nostre famiglie. Personalmente dal 2004 mi occupo dell’archivio del Rotary. Lo divulgo perché il passato lo abbiamo davanti, e dietro abbiamo il futuro…”.

Il resto, potete ascoltarlo e vederlo in questa intervista.