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Sta prendendo sempre più piede l’utilizzo degli oli essenziali. Questo, però, non esclude la disinformazione che può esserci dietro l’impiego di queste sostanze.
Scopriamo, quindi, insieme come si ottengono, a cosa servono, dove possiamo trovarli e soprattutto gli accorgimenti da tenere a mente.

Cos’è l’olio essenziale?

Quando parliamo di olio essenziale, conosciuto anche come olio eterico, facciamo riferimento ad una sostanza molto pregiata che si estrae da piante aromatiche.

Nonostante il nome, non dobbiamo confonderlo con quello vegetale, in quanto la loro struttura molecolare presenta differenze ben evidenti. Si tratta di sostanze molto complesse, sotto forme di piccole goccioline che si trovano all’interno di petali, bucce dei frutti, resina e radici. Per ottenere l’olio essenziale si seguono, principalmente, tre meccanismi differenti: distillazione in corrente di vapore, spremitura a freddo e la tecnica dell’enfleurage. La prima è, in assoluto, quella più utilizzata per ottenere gli oli essenziali che troviamo in commercio.

Al termine del processo di estrazione, l’olio ottenuto non è altro che una sostanza liquida, oleosa e profumata in base alla tipologia di pianta da cui è stato estratto.

La piramide olfattiva

Gli oli essenziali, in base alle caratteristiche che possiedono e sotto il punto di vista aromatico, si distinguono secondo tre note differenti. La suddivisione si basa, principalmente, sulla velocità di evaporazione di ogni singolo olio essenziale.

Le note di testa sono costituite da oli essenziali che possiedono un’evaporazione alquanto rapida e, di conseguenza, raggiungono il naso molto velocemente. Si tratta, quindi, dell’odore che percepiamo per primo appena avviciniamo il flaconcino alla via nasale.
La veloce evaporazione è data dall’alto contenuto di terpeni, ovvero piccole molecole che hanno la capacità di evaporare in fretta. Sono oli che agiscono principalmente sulla mente e tra questi troviamo l’olio essenziale di arancio, limone e menta piperita.

Le note di cuore, invece, sono il secondo profumo che si percepisce dopo la scomparsa della nota di testa. Sono moderatamente volatili e, spesso, vanno ad agire sulla parte centrale del corpo con ciò che riguarda le funzioni digestive e quelle degli organi. Tra i diversi oli essenziali troviamo la lavanda e il rosmarino.

Per concludere, abbiamo le note di base. Sono chiamate anche fissatori in quanto trattengono il profumo andando, di conseguenza, a rallentare la velocità di evaporazione. Solitamente, gli oli essenziali che appartengono a questa categoria sono densi e di colore scuro. L’odore spesso può non essere percepito in maniera molto forte, ma mediante i diffusori ambientali il loro profumo può persistere per un tempo molto prolungato. La maggior parte delle volte, si utilizzano per scopi spirituali e possiedono molta affinità con gli organi femminili e maschili.
Tra questi oli essenziali troviamo la cannella, i chiodi di garofano, il sandalo e lo zenzero.

Utilizzo: come e perchè!

Gli oli essenziali sono un ottimo rimedio naturale in quanto possiedono un forte odore e, soprattutto, una forte azione benefica.
L’olio essenziale ha la particolarità di agire in modo molto veloce. A riguardo, infatti, vi sono tre tipi differenti di applicazione che andremo a spiegare in maniera molto.

Si parla di applicazione aromatica quando si effettua l’inalazione dell’olio essenziale attraverso il flaconcino o mediante l’utilizzo delle mani poste a livello del naso, per andare ad agire direttamente sulle emozioni e sull’umore. Oppure, mediante l’utilizzo di diffusori ad ultrasuoni.

Applicazione interna basata esclusivamente sull’assunzione dell’olio. Questo fa sì che l’olio essenziale vada ad agire a livello dell’apparato digerente, in quanto è in grado di passare nel flusso sanguigno raggiungendo, di conseguenza, le diverse parti del corpo. Si tratta di oli che vengono definiti di “terzo grado”.

Per quanto riguarda questa tipologia di applicazione, l’assunzione può essere di tre tipologie. Sublinguale che consiste nel posizionare sotto la lingua una goccia di olio essenziale, in assoluto uno dei metodi più efficaci. Le capsule, un metodo che prevede la diluizione dell’olio essenziale con quello di oliva nel momento in cui la sostanza potrebbe presentare un sapore molto forte o sgradevole e, ultima, è la diluizione dell’olio all’interno di una bevanda preferita, che può essere latte o acqua.

Infine, parliamo dell’applicazione topica. Questa procedura è molto efficace in quanto molti oli possono essere utilizzati puri, ovvero senza esser diluiti. Questo non vale per ogni olio essenziale, in quanto questi prodotti contengono sostanze che possono andare ad irritare la pelle, soprattutto se applicati in modo diretto. In questo caso, il rimedio è nella miscelazione con un olio da massaggio che andrà, anche, a tonificare, rilassare, stimolare o calmare.

Queste sono alcune informazioni utili per capire l’importanza degli oli essenziali e i loro benefici se utilizzati nel modo corretto e a seconda della necessità.

Kit oli essenziali.