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E’ una sfida organizzare grandi eventi in questo anno straordinario, ma non poteva mancare a Torino la World Press Photo Exhibition. La città ospita, per il quarto anno consecutivo, la mostra di fotogiornalismo più importante al mondo, giunta ormai alla sua 63ma edizione.

Word Press Photo Exhibition

Alla presenza di Fabio Bucciarelli, fotografo e scrittore italiano, si è ufficialmente inaugurata la mostra di fotogiornalismo più importante al mondo, la World Press Photo Exhibition.

Quest’anno, in una nuova la location.

Torino, infatti, offre Palazzo Madama per ospitare fino al 18 gennaio 2021 l’evento organizzato da CIME,, nonché uno dei maggiori partner europei della Fondazione World Press Photo di Amsterdam, e Fondazione Torino Musei

World Press Photo Exhibition 2020 a Palazzo Madama di Torino immaginin della mostra

Fotografia una realtà specchiata

Scorrendo nelle sale le immagini, il pensiero va a un lontano 19 agosto del 1839. Quando il governo francese annunciò l’invenzione del dagherrotipo, il nonno della fotografia, offerto come “dono gratuito al mondo”. Sono immagini che toccano, incidono, fanno pensare. Un mondo, una realtà specchiata nell’attimo.

Un insieme di fotografie, di scatti che, di momenti che, messi tutti insieme, probabilmente non equivalgono a un paio d’ore, ma sono l’immagine della vita intera del mondo. La dimostrazione di come il fotoreporter riesca a raccontare una storia con mirino e obiettivo. Non inquadrando una persona, ma raccontandone il pensiero. Immagini, quelle della World Press Photo Exhibition, che ci obbligano a guardare il mondo e non solo a vederlo.

La mostra

La mostra vanta 157 immagini realizzate dai finalisti che ogni anno vengono scelti tra migliaia di fotoreporter delle maggiori testate editoriali internazionali come National Geographic, BBC, CNN, Le Monde, El Pais.

Otto le categorie del concorso di fotogiornalismo: Contemporary Issues, Environment, General News, Long-Term Projects, Nature, Portraits, Sports, Spot News.

Obiettivo dei partecipanti, aggiudicarsi l’ambito premio e una collocazione in questa mostra.

World Press Photo Exhibition 2020 a Palazzo Madama di Torino l'attesa per l'apertura della mostra

Non stupisce quindi il fatto che la giuria internazionale abbia esaminato nel 2020 i lavori di 4.282 fotografi, provenienti da 125 paesi per un totale di 73.996 immagini. In finale sono arrivati 44 fotografi provenienti da 24 paesi.

I riconoscimenti per ogni sezione di fotogiornalismo sono stati conferiti da una giuria composta da Lucy Conticello, direttrice fotografica del settimanale M di Le Monde, Sabine Meyer, direttrice fotografica dell’organizzazione National Audubon Society, dai fotografi Chris McGrath, Pete Muller, Mariana Bazo e dalla curatrice Tanvi Mishra. A capo della commissione Lekgetho Makola, direttore del Market Photo Workshop di Johannesburg.

Le opere

Purtroppo, per paradosso, è la guerra ad ispirare e a incantare la giuria.

Quest’anno, il premio World Press Photo of the Year è stato aggiudicato a Straight Voice del giapponese Yasuyoshi Chiba dell’agenzia Agence France-Presse. Il fotografo ha fermato con il suo obbiettivo un momento davvero significativo per il Sudan. Realizzata a Khartum nel giugno del 2019 da Yasuyoshi Chiba, dopo il colpo di stato militare contro Omar al-Bashir, la foto ritrae un ragazzo durante un manifestazione in Sudan, illuminato dalla luce dei telefoni cellulari, mentre recita una poesia di fronte ad altre persone che lo applaudono.

World Press Photo Exhibition 2020 a Palazzo Madama di Torino primo premio
Primo premio World Press Photo Exhibition 2020

“Nell’immagine vediamo un giovane che non sta sparando, che non sta lanciando sassi, ma recitando una poesia – ha dichiarato Lekgetho Makola, presidente della giuria del premio – In un periodo come quello in cui viviamo, pieno di violenza e conflitti, è importante avere un’immagine che ispiri le persone”.

Gli altri finalisti per la foto dell’anno sono Tomer Kaczor, che ha ritratto una rifugiata armena affetta dalla sindrome da rassegnazione, Mulugeta Ayene con una foto scattata durante i funerali delle vittime del volo Ethiopian Airlines 302, Farouk Batiche con le proteste antigovernative in Algeria, Ivor Prickett, che ha raccontato la lotta dei curdi in Iraq e Nikita Teryoshin, presente alla più grande conferenza sulla difesa nel Medio Oriente. 

Il francese Romain Laurendeau ha vinto invece il World Press Photo Story of the Year, la categoria dedicata alla migliore sequenza di immagini di rilevanza giornalistica. Lo scatto premiato – dal titolo Kho, the Genesis of a Revolt – documenta il disagio giovanile in Algeria e la forza ispiratrice delle nuove generazioni nelle proteste del 2019.

Sei italiani sul podio

Sono sei gli italiani sul podio.

Fabio Bucciarelli, classe 1980, di Torino, che ha inaugurato la manifestazione, si è aggiudicato il secondo premio fotogiornalismo nella sezione storie della categoria General News. Il suo servizio realizzato per L’Espresso sulle proteste in Cile, iniziate a ottobre 2019 ha in contrato il favore della giuria conferendogli l’ambito premio. 

La foto di Fabio Bucciarelli

Il cuneese Nicolò Filippo Rosso è giunto, invece, terzo nella sezione storie della categoria Contemporary Issues, con un lavoro sugli effetti della crisi politica e socio-economica in Venezuela e sulla migrazione dei venezuelani in Colombia.

Info e prenotazioni

La mostra resterà aperta fino al 18 gennaio 2021, presso il Palazzo Madama, Museo Civico di Arte Antica, in piazza Castello a Torino.

In rispetto delle norme vigenti per contrastare il contagio da Covid-19, è fortemente consigliata la prenotazione. In ogni caso, il servizio di biglietteria è aperto al pubblico dal giovedi alla domenica, negli orari di apertura al pubblico della mostra. Per maggiori informazioni potete consultare il sito ufficiale di Palazzo Madama

Biglietti: intero 12 €, ridotto 10 €, scuole 4 €, gruppi 10 €.

Locandina della mostrq
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Monica Col
Vicedirettore di Zetatielle Magazine e responsabile della sezione Arte. Un lungo passato come cronista de “Il Corriere Rivoli15" e “Luna Nuova”. Ha collaborato alla redazione del “Giornale indipendente di Pianezza", e di vari altri giornali comunali. Premiata in vari concorsi letterari come Piazza Alfieri ( 2018) e Historica ( salone del libro 2019). Cura l’ufficio stampa di Parco Commerciale Dora per la rassegna estiva , del progetto contro la violenza di genere promosso da "Rossoindelebile", e della galleria d’arte “Ambulatorio dell’Arte “. Ha curato l'ufficio stampa e comunicazione del Movimento artistico spontaneo GoArtFactory per tre anni. Collabora sempre come ufficio stampa in determinati eventi del Rotary distretto 2031. Ė Presidente dell 'Associazione di promozione sociale e culturale "Le tre Dimensioni ", che promuove l' arte , la cultura e l'informazione e formazione artistica in collaborazione con le associazioni e istituzioni del territorio. Segue la comunicazione per varie aziende Piemontesi. Dice di sé: “L’arte dello scrivere consiste nel far dimenticare al lettore che ci stiamo servendo di parole. È questo secondo me il significato vero della scrittura. Non parole, ma emozioni. Quando riesci ad arrivare al cuore dei lettori, quando scrivi degli altri ma racconti te stesso, quando racconti il mondo, quando racconti l’uomo. Quando la scrittura non è infilare una parola dietro l’altra in modo armonico, ma creare un’armonia di voci, di sensazioni, di corse attraverso i sentimenti più intensi, attraverso anche la realtà più cruda. Questo per me è il vero significato dello scrivere".