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Assegnare il Premio Marzocco d’oro alla carriera ad Antonio Capuano significa riconoscere ad un autore indipendente il merito di trent’anni di carriera portata avanti con l’ostinazione di chi non ha voluto mai essere dipendente da nessuno. È il premio a chi come regista ha sempre avuto il pubblico come interlocutore privilegiato, così come da docente ha avuto gli studenti insegnando Scenografia all’Accademia di Belle Arti di Napoli) come interlocutori privilegiati”. Dichiara Paolo Minuto, direttore artistico del Valdarnocinema Film Festival.

Antonio Capuano

Antonio Capuano nasce a Napoli. Un a Napoli che, come tutta l’Italia, vede il proprio paese entrare in guera. E’ il 1940. Questo dice molto sulle origini di colui che negli anni si è imposto nel mondo del cinema come uno dei registi più autorevoli del secolo.

Ha lavorato come scenografo al Centro Rai di Napoli e insegnato scenografia all’Accademia delle belle arti. 

La sua opera prima Vito e gli altri (1991), selezionato e premiato alla Settimana della Critica di Venezia e Nastro d’argento per il miglior regista esordiente, ha dato inizio a quella che sarebbe stata considerata la “nuova onda” del cinema napoletano negli anni’ ’90.

Alla Mostra di Venezia è tornato più volte, partecipando in Concorso con Pianese Nunzio 14 Anni a Maggio (1997), Luna rossa (2001) e il film collettivo I vesuviani (1998). Alle Giornate degli autori con L’amore buio (2010) e ancora alla Settimana della critica con Bagnoli Jungle (2015). Al Festival di Locarno sono stati invece presentati Polvere di Napoli (2000) e La guerra di Mario (2005), mentre è del 2020 l’ultima opera, Il buco in testa, lanciata al Torino Film Festival.

Antonio Capuano, in primo piano, con occhiali da sole neri, capelli grigi, indossa una maglia nera e nella foto sorride con il pugno appoggiato alla guancia sinistra
Antonio Capuano

Il Marzocco d’Oro

E’ il massimo riconoscimento attribuito ad un regista dal Valdarnocinema Film Festival, la kermesse dedicata al cinema d’autore in programma ad ottobre a San Giovanni Valdarno (AR).

Il Premio è un riconoscimento alla carriera raffigurato dalla statua simbolo del paese: un leone seduto che regge con la zampa lo scudo gigliato, simbolo del dominio fiorentino. Viene assegnato al regista e scenografo italiano per la coerenza artistica e di politica culturale, entrambe portate avanti per trent’anni da vero indipendente.

Il Marzocco d'oro, un premio statuina: un leone seduto che regge con la zampa lo scudo gigliato, simbolo del dominio fiorentino

Nelle precedenti edizioni, Il Marzocco d’Oro era stato consegnato a: Michelangelo Antonioni 1995, Mario Monicelli 1996; Paolo Taviani 1997; Silvana Pampanini 1998; Sandra Milo 1999; Marisa Merlini 2000; Gilberto “Gillo” Pontecorvo 2001; Giuseppe Ferrara 2002; Adriana Asti 2003; Gabriele Ferzetti 2004; Marina Confalone 2005; Anna Bonaiuto 2006; Raffaele Pisu 2007; Carlo Lizzani 2008; Vittorio De Seta 2009; Piera Degli Esposti 2010; Giuliano Montaldo 2011; Silvio Soldini 2013; Mimmo Calopresti 2014; Abel Ferrara 2015; Carlo Verdone 2016; Marco Bellocchio 2017; Claudio Giovannesi 2018; alla memoria di Claudio Caligari 2019; Paolo Benvenuti 2020.

La cerimonia di premiazione che quest’anno riconosce ad Antonio Capuano il prestigioso Marzocco d’Oro, avrà luogo sabato 9 ottobre presso il CinemaTeatro Masaccio.

A seguire verrà proiettato l’ultimo film di Capuano Il buco in testa, che ha debuttato al Festival di Torino 2020. Nelle prossime settimane sarà comunicato il programma dell’intera rassegna, composto di concorso, fuori concorso e sezioni speciali.

il logo del Valdarnocinema film festival scritto in rosso su sfondo bianco