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Come funzionano davvero il rimborso Cashback? Perchè non funziona App Io? Perchè molti commercianti non aderiscono al Cashback? E, soprattutto, siete sicuri di guadagnare davvero comprando con Cashback?

Che fosse l’ennesima “sola” all’italiana, si era capito subito, ma ha comunque attirato l’attenzione della gente e molti hanno voluto fidarsi sperando in una sorta di regalo di Natale del Governo.

E invece no. E di nuovo una storia all’italiana “mapersulserio”.

Il rimborso Cashback non è proprio un vantaggio, sia per i clienti che per i commercianti. Vediamo perchè.

A parte il fatto che da subito l’App Io ha avuto dei problemi alla partenza. Motori che si scaldano ma ruote che non girano. Primo giro di prova rimandato. Dopo qualche giorno di disagi di rete, finalmente si parte con le iscrizioni al cashback, ma qualcosa ancora qui non va.

app io schermata

Le transazioni non memorizzate

Dopo aver registrato la carta sull’App Io, molti hanno notato che alcuni pagamenti non comparivano nello storico acquisti (la sezione portafogli).

Primo intoppo. La colpa è vostra

Praticamente tutte le transazioni effettuate con contactless (cioè senza inserire la carta nel Pos, ma con la lettura del microcip) sono eseguite con un Pos che ha duplice funzione, Maestro e V Pay. PagoPA specifica: “ciò si verifica nel caso in cui l’utente abbia registrato nella sezione Portafoglio dell’app IO la propria carta di debito utilizzabile su doppio circuito PagoBANCOMAT/Maestro o PagoBANCOMAT/V-Pay solo con la procedura guidata relativa alle carte PagoBANCOMAT e non anche come “carta di credito, debito o prepagata”.

Capito? La colpa è vostra! Non avete registrato correttamente la vostra carta e adesso…ciccia!

Ma c’è di più. Alcuni non si sono visti inserire le transazioni d’acquisto perchè hanno scaricato l’app, hanno inserito correttamente la carta, ma non hanno abilitato il cashback. Infatti, non è sufficiente associare la propria carta o bancomat all’app. Per avere il rimborso bisogna anche attivare il cashback con una funzione che si trova alla sezione metodi di pagamento, sotto ciascuna carta caricata.

Di nuovo colpa vostra.

In effetti fare un’app semplice, ben spiegata era troppo facile. Avrebbero capito tutti e tutti avrebbero aderito con facilità.

Secondo intoppo: spesso non vedete le transazioni eseguite semplicemente perchè il negoziante non è abilitato al Cashback.

C’è chi dice No

In molti negozi non funziona il Cashback, semplicemente perchè il commerciante non ha il Pos abilitato. Si, perchè per questo tipo di transazioni, dove è prevista anche una lotteria, non basta un Pos normale, ma ci vuole quello abilitato a PagoPA.

Piccola premessa. Quest’anno, con un lockdown che ha messo tutti i commerci in ginocchio, con una crisi mai vista prima e con tutte le difficoltà con cui le partite IVA si sono ritrovati a dover combattere, l’Agenzia delle Entrate ha “spintaneamente” obbligato i commercianti ad adeguare i registratori di cassa con due nuovi software (il terzo arriverà entro aprile 2021). Questi due software non sono gentilmente offerti, ma sono a pagamento e a carico, ovviamente dell’esercente.

Una spesa che proprio quest’anno non ci voleva per aiutare e sostenere i commercianti italiani.

Il costo preventivato per adeguare il registratore di cassa al servizio “lotteria degli scontrini”, era sui 500-600 euro. In realtà si aggira tra gli 800 e i 1.500 euro.

“Una cifra difficile da sostenere in questo momento, con la prospettiva di un Natale sotto le attese o addirittura di stop del lavoro per via delle regole di contenimento della pandemia“, afferma Vincenzo De Luca, responsabile settore fisco di Confcommercio.

Per i costi di adeguamento, è previsto uno sconto fiscale che sarà riconosciuto al commerciante sottoforma di credito d’imposta, nella misura di max 50 euro, per chi ha effettuato solo gli aggiornamenti, e fino a 250 euro per chi invece ha acquistato un nuovo registratore di cassa già abilitato.

Ma farla gratis, neanche a pensarci, vero cari signori ministri?

Secondo fattore, per adeguare il Pos al servizio Cashback bisogna pagare.

Quanto costa il Cashback ai commercianti

Innanzitutto è necessario specificare che i commercianti non sono obbligati ad aderire al piano Cashback.

La spesa per l’aggiornamento e l’acquiso dello scanner è di di 230 euro più Iva, quindi 280 euro.
Questa cifra si aggiunge a quella già spesa per i nuovi registratori telematici, di cui abbiamo appena parlato.

Ed ora dovrebbero anche adeguarsi al cashback. Riportiamo una testimonianza apparsa su TrevisoToday, di un commerciante trevigiano di 38 anni. Una lettera aperta al Premier Giuseppe Conte.

Un negozio come il mio ha un utile, al netto delle tasse ma al lordo delle spese, inferiore al 9%. Ovvero, su 100€ che incasso mi restano meno di 9€ per pagare le spese e l’eventuale stipendio (che non riesco a pagarmi). Ora, quando accetto un pagamento bancomat spendo 0,40 € mentre se accettassi l’utilizzo del Cashback dovrei pagarne 2,90 €.
Detto in parole spicce: per restituire agli acquirenti il 10% delle spese, state chiedendo a me (ed a tutti i negozianti con i miei ricarichi) di pagare circa il 30% dell’utile“.

Inoltre, e cosa non da poco, tutte le operazioni telematiche vengono accreditate al commerciante dopo sette giorni lavorativi, giorni in cui i soldi stanno in un limbo chiamato valuta, che giova solo alle banche in termini di interessi di capitale.

Quanto costa il cashback al cliente?

Ogni acquisto con carta o bancomat prevede una commissione di minimo 2 euro. Se vogliamo fare due conti, per accedere al rimborso Cashback dovete effettuare almeno 10 operazioni, per un totale di 20 euro di commissioni bancarie. Poichè qualsiasi cifra spendiate, il rimborso è di massimo 150 euro, alla fine sarà solo di 130 euro.

Per ulteriori informazioni in merito al programma Cashback, vi invitiamo a leggere il nostro precedente articolo (clicca qui).

Ricorda che…

Vi ricordiamo che il limite massimo di rimborso è di 15 euro per ogni singola operazione, anche se l’acquisto è superiore a 150 euro. Significa che se voi fate un acquisto di 500 euro non prenderete 50 euro, ma sempre 15 euro.

Per disquisire, se il vostro acquisto ammonta a 1500 euro, prenderete non il 10%, ma l’1%, e dovrete comunque effettuare altri nove acquisti per avere diritto al rimborso.

Previsto anche un limito massimo di acquisti, oltre il quale non viene più considerato il rimborso, ed è di 1500 euro. Significa che il massimo che potrete ottenere come rimborso non supererà i 150 euro, ma più operazioni farete, più avrete la possibilità di partecipare al Supercashback (e generare commissioni bancarie!).