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“La mia più grande paura è che gli animali finiscano il cibo e l’acqua”. E’ questa la dichiarazione di Gerit Weidinger, la coordinatrice per l’Europa di Animals International.
Il Canale di Suez, una delle principali vie d’acqua di commercio mondiale, è bloccata a causa della Ever Given, un mega portacontainer che dal 23 marzo 2021 ha reso impossibile il passaggio di centinaia di navi.

Nave blocca traffico marittimo nel Canale di Suez

Il 23 marzo 2021 l’Ever Given, il cargo taiwanese, si è arenato a Nord del porto di Suez. La nave, lunga 400 metri, in partenza dalla Cina era diretta verso il porto di Rotterdam, in Olanda.

Durante il viaggio, però, a causa di una tempesta di vento, il container si è incagliato nel bel mezzo del canale. Questo ha portato al blocco totale del traffico e, inoltre, anche all’innalzamento del prezzo del petrolio del 5%. Ma i tentativi per cercare di disincagliare la nave non sono affatto semplici.

“Le maree potrebbero rivelarsi un fattore di aiuto nel rimettere a galla la nave incagliata”. Ha dichiarato la Leth Agencies, la principale agenzia navale egiziana.
Si sta cercando, quindi, di sfruttare al meglio condizioni climatiche favorevoli. Nel frattempo la draga Mashour, il galleggiante dell’Autorità del Canale, ha iniziato a scavare rimuovendo, fin’ora, più di 27 mila metri cubi di sabbia.

Nel corso di tutto questo tempo sono più di trecento le navi che sono rimaste bloccate nel Canale di Suez e attendono la loro ripartenza. Ma non tutte trasportano della semplice merce.

Animali a bordo!

Venti delle navi bloccate nel Canale di Suez, sono adibite al trasporto di animali da allevamento. Questo comporta, con il passare dei giorni, un enorme rischio biologico.

“Rimanere bloccati a bordo significa che c’è il rischio per gli animali di morire di fame, disidratazione, ferite e accumulo di rifiuti che impedisce loro di disidratarsi”. Prosegue ancora Weidinger.

Questa condizione è stata definita come una vera e proprio bomba ad orologeria. La presenza di animali, con conseguente morte e difficoltà nel liberarsi dei corpi, è un grosso rischio biologico non solo per gli animali stessi, ma soprattutto per il personale presente a bordo.

I tempi per risolvere questa situazione sembrano essere ancora lunghi. Osama Rabie, infatti, il presidente dell’Autorità che gestisce il Canale, ha riferito durante una conferenza stampa che non è possibile riuscire a stabilire una data certa. Nonostante ciò, però, i due porti che si trovano all’inizio del Canale di Suez potrebbero essere utilizzati per il carico di foraggio in caso si esaurisca quello presente sulle navi. Nella speranza che, il traffico di navi, non blocchi anche questa ipotetica operazione.