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L’arte, a volte è scomoda. L’arte a volte stupisce e indigna, ma resta sempre arte ed è uno stato indipendente. Non la pensano così i sindacati dei poliziotti che chiedono la censura del video “L’aria sta finendo” di Gianna Nannini, dove, in stile cartone animato, sono rappresentati con facce da maiale i divisa.

Bello e impossibile

Infatti, i sindacati delle forze di Polizia insorgono contro Gianna Nannini e sostengono che i poliziotti con la faccia da maiale sono una mancanza di rispetto alle istituzioni. Ma l’arte è uno stato indipendente e non ammette censure. Ma andiamo con ordine.

Ha suscitato le furie dei sindacati di Polizia, il videoclip del brano. Una polemica che sta insorgendo a colpi di comunicati e dichiarazioni, rilasciate negli ultimi giorni dai vari esponenti sindacalisti.

Da Saturno Carone, segretario generale di Siulp di Roma che esprime con forza il suo sdegno: “Il videoclip è sicuramente una grossa caduta di stile dal punto di vista del rispetto per le istituzioni e per l’identificazione dei poliziotti in ordine pubblico con i maiali”, a Valter Mazzetti, segretario del sindacato Fsp Polizia, che pretende dalla cantautrice le scuse “con centinaia di migliaia di persone che si guadagnano quattro spiccioli onestamente rischiando la vita ogni giorno per la sicurezza sua e di tutti”.

In buona sostanza, secondo i sindacati, la figura del poliziotto viene denigrata, e non si fa. Il video è di cattivo gusto e non è ammissibile questa mancanza di rispetto.

L’America non è la California

Il video, per la realizzazione di Luca Lumaca, è fatto tutto a cartone animato e il riferimento all’episodio di George Floyd è palese. Un uomo di colore sdraiato a terra, picchiato da un poliziotto in divisa blu, rappresentato con la faccia da maiale. I primi trenta secondi del video riguardano le scene degli episodi di violenza della polizia americana, a cui abbiamo tutti assistito nei mesi scorsi.

Ma il video continua, questo non è l’unico “tema” trattato, e quella dei “poliziotti-maiale” non è l’unica allegoria.

Uomini di chiesa e di potere sono rappresentati con un naso rosso da clown, il mondo diventa un lecca lecca succhiato dalle vogliose labbra di una donna, mentre la società, in genere, è rappresentata da dei gorilla.

Il video, cosi come la canzone, è tutta un’amara riflessione sui diversi mali che affliggono la nostra società, dalla dipendenza dai social, alla superficialità dell’essere umano nel reagire di fronte alle tragedie stesse. Tragedie espresse in maniera forte e sublime con l’ultima scena del video, dove una bionda “tutta tette” si fa un selfie mentre dietro di lei esplode una bomba atomica.

Gianna fa…la differenza

Nessuno aveva intenzione di offendere le forze dell’ordine. Il video condanna le violenze e gli abusi di potere. Nessuno ha disegnato le uniformi della polizia italiana, ci sono riferimenti a Arancia meccanica e La fattoria degli animali di Orwell. L’allegoria del maiale esiste da sempre, è un video che vuole combattere gli abusi di potere e l’inquinamento. Ho amici nella polizia che rischiano tutti i giorni, e gli voglio bene. Nessuno voleva parlare male della polizia. la divisa non appartiene alla bandiera. Sono alcuni casi che esistono, come abbiamo visto in America”. Dichiara Gianna Nannini a Domenica In.

C’è tutto un messaggio molto più profondo che va dall’evoluzione dell’essere umano, con il progresso tecnologico, verso un’involuzione intellettuale che lo riporta allo stadio di scimmia. “Il momento che viviamo mi fa scatenare più del solito e riflettere, ma a suon di rock”, scrive la stessa Gianna sui social. Un brano “che spero vi schiarirà un po’ di idee per cominciare a pensare ad un futuro da difendere, che parla della necessità di cambiare le nostre abitudini di vita prima che ‘l’aria finisca“.

Certo, bisogna avere un minimo di capacità di interpretazione per comprendere di questo video i messaggi, neanche troppo subliminali. Immaginazione, capacità di interpretazione e anche coscienza: non fermarsi solo al “maiale”, ma questo è solo un mio pensiero.

Meravigliosa creatura

Da un punto di vista artistico, è incredibile che si arrivi, nel 2021, a chiedere la rimozione di un videoclip musicale, addirittura la censura, e si metta al rogo la strega per aver espresso con l’arte, un’azione così reprorevole come quella successa a Minneapolis. L’arte non può avere censure e simili violenze sono meritevoli di sdegno.

Non posso credere che una canzone d’amore come “L’aria sta finendo” scateni tutto questo odio. La musica ha i suoi messaggi e così i video che li rappresentano. L’“Arte” è uno stato indipendente. Nessuno di noi, e me per prima sia chiaro, vuole offendere la polizia e chi rischia ogni giorno la propria vita, ma nemmeno vogliamo che un altro essere umano abusi del proprio potere”. La risposta di Gianna Nannini è più che accorata e sincera, nonchè obiettiva.

Non è comprensibile questa polemica, da un punto di vista artistico. L’arte è quella meravigliosa creatura che, anche attraverso immagini forti, documenta e racconta.

Del resto, obiettivamente, non c’è motivo di sentirsi offesi, o chiamati in causa quando si fa bene il proprio lavoro, quando si ha amore per la divisa, perchè certi episodi di abusi di potere dovrebbero essere condannati in primis proprio da coloro che la divisa la portano tutti i giorni.

Uno sPorco lavoro

E infine, come sottolinea il sito di poliziotti.it, i problemi della polizia sono ben altri. In un articolo intitolato “Uno sPorco lavoro” si legge “Non siamo offesi né arrabbiati né indignati, non certamente per un cartone animato“.

Tralasciando l’aspetto puramente giuridico delle norme emanate nell’ultimo anno in nome dell’emergenza, dimenticando gli aspetti etici spesso oggetto di tali norme, a tratti comici se non quando certamente illegittimi, sindacatini e sindacatoni avrebbero comunque avuto argomenti rilevanti per cui battersi il petto.

Ci hanno tolto il taser, strumento fondamentale per la sicurezza degli operatori.

Abbiamo il contratto scaduto siamo l’unica categoria di lavoratori al mondo il cui lavoro straordinario è pagato meno dell’ordinario.

C’è una crisi di personale senza precedenti, che tra poco ci costringerà a chiudere la metà dei presidi di polizia. Abbiamo una percentuale di suicidi tra gli appartenenti che non può essere sottovalutata i feriti per cause di servizio tra le forze del’’ordine sono in esponenziale aumento. Insomma, come categoria non è che ce la passiamo proprio benissimo. E i tempi che ci aspettano non sono dei migliori, come per la maggior parte degli italiani.

Siamo ben consapevoli che sia uno sPorco lavoro, ma qualcuno nel bene o nel male deve farlo” (fonte poliziotti.it).