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Donne e vendetta e’ un binomio che funziona e negli ultimi anni ha portato il prototipo di femmina arrabbiata in tante protagoniste nei film d’azione nei nostri cinema.

Queste bellissime creature possono sembrare delicate come bambole di porcellana, ma state molto attenti a non farle andare in bestia.

A quel punto la loro dolcezza si incupisce in due occhi di furia che il Diavolo in persona non si azzarderebbe mai a fissare.

Ma si può restare femminili e sexy anche in un film d’azione?

Scopriamolo assieme con tre titoli che fanno del femminismo violento il loro mantra essenziale.

1- Everly (2014)

Donna con il mitra

All’ultimo piano di un albergo gestito dalla malavita, una prostituta desidera ardentemente mollare quella vita.

Purtroppo lei non e’ affatto una donna una qualunque, ma la favorita del boss in persona.

Tutti gli scagnozzi e assassini della banda convergono quindi nella sua stanza per impedirle di fuggire.

Un campionario tanto vario quanto letale di psicopatici e sociopatici assortiti, devoti in modo fanatico al loro capo.

La donna deve poi fare in modo di riuscire a liberare la sua bambina, da tempo ostaggio del boss.

Intrappolata senza uscite e in enorme inferiorità numerica, l’unica scelta che le resta e’ combattere fino allo stremo.

Orda dopo orda di nemici, l’incrollabile mamma guerriera riesce incredibilmente a tenere testa all’esercito Yakuza.

Ma nonostante i suoi sforzi la marmaglia del boss e’ ogni minuto sempre più vicina.

L’inevitabile faccia a faccia con il re dei criminali sarà quindi l’inevitabile ultimo atto.

Un’ultima cruenta occasione per la vendetta della femmina contro questo crudele microuniverso tutto maschile.

Cinema da camera in salsa action rosa

Everly e’ uno spettacolo di adrenalinica suspance con il viso angelico di Salma Hayek.

L’attrice si getta a capofitto nel suo ruolo, trovando il suo spazio tra le mille donne protagoniste di film d’azione.

Il regista Joe Lynch crede fino in fondo nella sua star cucendole addosso una storia su misura, ma non solo.

La fauna Yakuza con cui deve lottare e’ infatti il secondo punto di forza del film.

Infatti, non possiamo fare a meno di aspettare col fiato sospeso per vedere quale altro folle varcherà la soglia della stanza.

Questi personaggi non sono soltanto cattivi ma anche descritti e messi in scena con incredibile ironia.

Il risultato e’ una salsa rosa action/pulp dal sapore retro dei superbi B-movie di una volta.

Un film che, pur svolgendosi interamente in una stanza, descrive un universo dii personaggi sopra le righe ma umanamente credibili e appassionanti.

2- Momentum (2015)

Donna coi capelli rossi

Un gruppetto di criminali tenta il colpo grosso rapinando una banca in pieno giorno.

Inizialmente il furto sembra riuscire senza problemi, ma sfortunatamente nella confusione ci scappa il morto.

Il loro capo, una abile e bella ladra, deve sparare a una guardia per evitare che un suo complice rimanga ucciso.

Una volta spartito il denaro la banda si separa, ma uno di loro torna a fare visita alla donna.

Lei non gradisce affatto l’improvvisata del suo amico, soprattutto quando scopre che alle sue calcagna ci sono alcuni killer.

Infatti, durante il furto ha rubato alcuni file che potrebbero rovinare la carriera di un potente senatore.

I killer sanguinari che lo inseguono sono agenti corrotti pronti a tutto per la vendetta del loro capo.

A quel punto la donna non ha altra scelta che entrare in rotta di collisione con i federali e tutta la polizia della città per uscirne viva.

Quando una donna dice no vuol dire no

Momentum e’ un divertente film di botte, sparatorie e inseguimenti con una lunga caccia senza tregua tra guardie e ladra.

Per la bellissima Olga Kurylenko e’ la prima volta come star di un film d’azione, non sfigurando affatto rispetto ad altre donne protagoniste nel genere.

L’attrice ucraina era gia’ stata una Bond Girl in Quantum of Solace o in altri dimenticabili film come Max Payne, ma sempre in modo secondario e atleticamente poco impegnativo.

In questo caso i riflettori sono tutti per lei e la nostra amatissima ci si rotola con gusto, menando forte dal primo all’ultimo minuto.

Questa femmina anti-eroina e’ simpatica e intelligente, cercando la sua vendetta contro gli uomini dell’FBI e la polizia.

A capo degli inseguitori abbiamo l’elegante e raffinato James Purefoy, spietato esecutore del corrotto politico Morgan Freeman.

La loro ironia e cattiveria e’ calibrata con cura per non scadere nel ridicolo, dando il giusto ritmo a tutta la storia.

L’andirivieni di buoni e cattivi si confonde quindi senza soluzione di continuità in una divertente e godibile cascata di scene action.

In conclusione, dignitosa la regia di Stephen S. Campanelli per un film che non cerca di essere più di quello che e’: ottimo intrattenimento.

3- L’assassina (2017)

Donna con spada e pistola

Nel quartiere più’ malfamato di Seoul, una donna fa irruzione nella fabbrica di droga di una delle più grandi bande della città.

Assolutamente inarrestabile, la femmina letale compie la sua vendetta e massacra da sola l’intera gang criminale.

Dopo il suo arresto, una agenzia governativa segreta la arruola per farla diventare uno dei suoi sicari ombra.

Inizialmente lei sembra poco interessata a cooperare, tentando la fuga ripetutamente.

Ma quando scopre di essere incinta, decide di seguire l’addestramento e diventare un agente per amore della sua bambina.

Il suo compito sarà quello di scovare ed eliminare uno sfuggente consorzio di misteriosi killer a pagamento.

Sotto la falsa identità di attrice teatrale per lei arriva anche un nuovo amore, ma la resa dei conti col suo passato non perdona.

Infatti il capo dei suoi bersagli e’ sua una vecchia conoscenza, un uomo a cui teneva e che credeva morto da tempo.

Vivendo una menzogna a lei sempre più insopportabile, la sua vita sfocerà in una guerra all’ultimo sangue sia contro i criminali che contro il governo.

Tanti applausi per questa Nikita coreana

L’assassina e’ un dramma sentimentale dove la vendetta e’ femmina come mai prima.

Nei film d’azione e’ facile eccedere nel caratterizzare la forza di queste donne protagoniste, trasformandole quasi in uomini.

In questo caso la bella e brava Kim Ok-bin picchia come un fabbro ma e’ anche estremamente femminile.

Infatti il suo personaggio, novella Nikita made in Corea, si getta nell’azione per amore del marito prima e della figlia più avanti.

Rimasta orfana giovanissima, il suo personaggio impara presto la violenza e la crudelta’ degli uomini.

Esemplificativa in questo senso e’ la scena della pistola al tavolo in stile Il cacciatore di Michael Cimino, dove la piccola dimostra di essere un’assassina nata.

Ma nonostante la sua terribile esperienza in lei risiede una delicatezza e la speranza di trovare l’amore.

Quando anche quella speranza muore, tutto il finale risiede nel ghigno terribile che la donna rivolge ai poliziotti che vorrebbero arrestarla nuovamente.

Anche il regista Byung-gil Jung, ancora alle sue prime esperienze, dimostra un talento notevole per gestire e mescolare i vari generi del action e il melodramma.

Riassumendo, un grande film dove la donna regna sovrana e che il pubblico ha apprezzato ed applaudito entusiasta al Festival di Cannes nel 2017.

Come sempre felice di consigliarvi tanta bella robina da guardare, vi rimando come al solito sul mio sito per altri articoli e consigli di cinema:

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