Man Ray fa “esplodere” CAMERA attraverso le sue doppie esposizioni, i suoi rayographs, le sue solarizzazioni. Una continua metamorfosi di forme e significati, una donna rappresentata a volte astratta a volte seduttrice. Ma anche una donna come memoria classica, un ritratto realista. Il tutto in una straordinaria e raffinatissima riflessione sul tempo e sui modi della rappresentazione, non solo fotografica. Una mostra che per il grande successo è stata prorogata fino al 2 febbraio.

Le donne di Man Ray nell'esposizione di CAMERA. Donna in lungo con foglie in mano
Man Ray immagini fornite da CAMERA

La presentazione del curatore

Come è ormai prassi a CAMERA – osserva il Direttore Walter Guadagnini – abbiamo voluto
raccontare un pezzo di storia dell’arte e della fotografia da una prospettiva sorprendente. Tutti
conoscono Man Ray, i suoi nudi dall’erotismo sensuale, provocatorio e giocoso. Ma non altrettanto conosciuta è la storia delle donne che con lui hanno collaborato, vissuto, litigato lLe donne che da lui hanno imparato e a lui hanno insegnato, e che si sono rivelate come altrettante
protagoniste dell’arte e della fotografia mondiale. In questa nuova prospettiva, ricreiamo un
ambiente, raccontiamo una storia in parte inedita ed esponiamo dei capolavori”.

CAMERA rende omaggio al grande maestro Man Ray con una mostra che racchiude oltre duecento fotografie. Immmagini che hanno fatto la storia della fotografia . Tutte dedicate a un preciso soggetto: la figura femminile, fonte di ispirazione primaria dell’intera sua poetica. Realizzate a partire dagli anni Venti fino alla morte nel 1976.

Le donne di Man Ray: Muse, assistenti, complici

Grazie alla capacità di Man Ray di reinventare non solo il linguaggio fotografico, ma anche la rappresentazione del corpo e del volto, ritroviamo in questa galleria muse ispiratrici, assistenti, complici.

Nomi come quelli di  Lee MillerBerenice AbbottMeret Oppenheim e Dora Maar. Con la costante presenza di Juliet, la compagna di una vita a cui è dedicato lo strepitoso portfolio The Fifty Faces of Juliet. Qui assiste alla sua straordinaria trasformazione in tante figure diverse, in un gioco di affetti e seduzioni, citazioni e provocazioni. 

Una foto di Man Ray esposta a camera. Schiena di donna nuda con chiavi di violino

Curata da Walter Guadagnini Giangavino Pazzola, la mostra sarà accompagnata da un catalogo contenente la riproduzione delle opere esposte, i saggi dei curatori e di altri studiosi, nonché essenziali note bio-bibliografiche.

Parliamo di CAMERA


CAMERA è un centro espositivo per la fotografia italiana e internazionale un centro di studio per valorizzazione del patrimonio fotografico. Ma vuole anche essere un luogo per l’educazione all’immagine, con incontri, laboratori, workshop.

Nato nell’autunno 2015, CAMERA vuole essere un polo unico, dove promuovere la fotografia in un dialogo aperto e creativo con artisti e istituzioni. In grado di rafforzare il legame del Piemonte e dell’Italia con le principali realtà mondiali.

Un luogo di incontro e di scambio

CAMERA è rivolto a un’utenza ampia e articolata per tipologia, età e bacino territoriale. Con numerosi elementi di attrazione e interesse, dalle mostre ai workshop, agli incontri, ai laboratori.

Un punto di riferimento, luogo di incontro e scambio per i cittadini, con un’offerta culturale diversificata per ogni categoria di pubblico. Dagli appassionati ai professionisti, dagli amatori agli studiosi. 2000 mq dedicati alla fotografia. Una piattaforma per esposizione, produzione, archiviazione, formazione, incontro e dibattito.

Mostre

CAMERA, alternando esperienze italiane e internazionali, propone ogni anno almeno tre esposizioni principali (il 2020 si apre con Man Ray), e una serie di mostre complementari. La programmazione espositiva affronta i differenti generi e le diverse pratiche della fotografia.

Organizza e accoglie mostre di artisti affermati, collettive tematiche, così come progetti che investigano le più recenti ricerche dei giovani fotografi.

Incontri

CAMERA offre un fitto programma di incontri aperti al pubblico . L’intento è quello di essere punto di riferimento per il dibattito, il confronto e il dialogo intorno alla fotografia.

Il programma include incontri con i protagonisti del mondo della fotografia e della cultura, insieme a realtà attive sul territorio locale, italiano e internazionale, per animare uno scambio virtuoso e coltivare, così, un nuovo spazio di dibattito, espressione e sperimentazione culturale.

Attività educative di CAMERA

L’attività educativa di CAMERA prevede programmi rivolti a un pubblico di ogni età e formazione. In calendario workshop, incontri e corsi di alta formazione. Tutti realizzati realizzati in collaborazione con fotografi professionisti e grandi partner internazionali. Perseguendo l’obiettivo che un’educazione all’immagine favorisca lo sviluppo della conoscenza, di una capacità critica personale e autonoma.

Esercitiamoci allo sguardo. Iniziamo con Man Ray.

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Monica Col
Laurea in lettere e filosofia un lungo passato come cronista de “Il Corriere Rivoli15" e “Luna Nuova”. Ha collaborato alla redazione del “Giornale indipendente di Pianezza", e di vari altri giornali comunali. Premiata in vari concorsi letterari come piazza alfieri e historica ( salone del libro 2019). Cura l’ufficio stampa di Parco Commerciale Dora, di "Rossoindelebile", dell’artista di Land Art Osvaldo Neirotti, della galleria d’arte “Ambulatorio dell’Arte “ , collabora sempre come ufficio stampa in determinati eventi del Rotary distretto 2031 e del Movimento Artistico GoArtFactory. Segue la comunicazione per varie aziende del territorio. Ha seguito come ufficio stampa la campagna elettorale di diversi politici sia locali che regionali. Dice di sé: “L’arte dello scrivere consiste nel far dimenticare al lettore che ci stiamo servendo di parole” (Bergson).È questo secondo me il significato vero della scrittura. Non parole, ma emozioni. Quando riesci ad arrivare al cuore dei lettori, quando scrivi degli altri ma racconti te stesso, quando racconti il mondo, quando racconti l’uomo. Quando la scrittura non è infilare una parola dietro l’altra in modo armonico, ma creare un’armonia di voci, di sensazioni, di corse attraverso i sentimenti più intensi, attraverso anche la realtà più cruda. Questo per me è il vero significato dello scrivere.