Con l’inizio del nuovo anno, sono entrate in vigore le nuove regole per il conseguimento della patente categorie A1, A2 e A. Ma oggi l’UNASCA fa appello alla Commissione Trasporti per richiedere la modifica dell’art.122 comma 5 della legge di riforma del Codice della Strada.

Patente A: le novità dal 2020

Gli aspiranti conducenti hanno l’obbligo di presentarsi il giorno della prova dotati di abbigliamento adeguato. Indosseranno, quindi, giacca con protezione di gomiti e spalle, pantaloni lunghi con protezioni per le ginocchia, paraschiena, guanti e casco integrale.

Le prove di guida sono tre. Due, in uno spazio chiusa al traffico, con velocità da 50 km/h,. Tempi massimi di prova, 15 minuti. La capacità di controllo del mezzo è valutata attraverso uno slalom e il passaggio in un corridoio stretto, a velocità ridotta. La seconda prova, consiste nell’effettuare uno slalom tra i birilli ed evitare un ostacolo con una frenata improvvisa. L’ultimo test è previsto nel traffico urbano.  

L’UNASCA chiede più sicurezza

La richiesta vede come oggetto l’introduzione dell’obbligo di una formazione minima per il conseguimento di ogni categoria di patente. La missiva riguarda quindi non solo la categoria B ma anche AM, A1, A2 e A. In merito alle modalità, lascia l’onere dell’individuazione dei criteri al Ministero dei Trasporti.

Emilio Patella, segretario nazionale di UNASCA, dichiara:”Questa modifica è necessaria sia per tutelare al meglio la sicurezza stradale nel nostro Paese, sia per ottemperare alla direttiva UE 2006/126. Questa stabilisce l’obbligo di esami di guida su ogni tipo di strade, extraurbane e autostrade, per le varie categorie di patenti da conseguire. Lo stesso Consiglio di Stato si è espresso indicando come ottimale soluzione l’introduzione da parte del MIT di un numero minimo di lezioni di guida’‘.

In buona sostanza, la richiesta dell’Unione Nazionale Autoscuole e Studi di Consulenza Automobilistica, qualora fosse accolta, garantirebbe anche esercitazioni di guida sicure per candidati e collettività. Citando testualmente la lettera aperta di UNASCA. “L’attuale discordanza nella normativa pone a rischio di sanzioni e gravi responsabilità civili e penali, tutti gli aspiranti conducenti di ciclomotori, motocicli“.