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Eravamo rimasti così, “non ci sono le condizioni per svolgere la parata il 20 giugno“, ma è nato in forma spontanea il Torino Collateral Pride. Il Pride di Torino, quindi, nella sua giornata mondiale contro l’omo-lesbo-trans-bi-fobia quest’anno non sfilerà per le strade della città, inondandola di colori e di festa, ma muterà la sua forma in un PRIDE VIRTUALE, #PeaceandPride.

Verrà inaugurata dunque sabato 20 giugno alle ore 11.00 in Piazza Adriano un’Opera per il Pride. GENESI 2020, composta da una panchina arcobaleno #PeaceAndPride, realizzata dall’artista Rosalba Castelli, al centro degli alberi di Adamo e di Eva, dell’artista Osvaldo Neirotti.

Panchina in via monte di lieta
Rosalba Castelli inaugura nel. 2019 in via monte di Pietà

Genesi 2020 il significato

La nostra intenzione – dichiara Rosalba Castelli -, è dunque quella di lasciare una permanente traccia arcobaleno in uno dei luoghi della città con #GENESI2020. Nel libro della Genesi troviamo Adamo ed Eva e il mito della creazione, ma nel 2020, la NUOVA GENESI/nascita supera il BINARISMO DI GENERE.

Tra LUI e LEI ci sono le MOLTEPLICI SFUMATURE IDENTITARIE del possibile ed espressioni di genere talmente soggettive da non poter essere definite all’interno di un solo colore/contenitore. Al punto che, ciò che vediamo come un arcobaleno di colori, è il risultato di innumerevoli TRACCE. A simboleggiare LA PECULIARITA’ DI OGNI PERCORSO IDENTITARIO. Arriviamo a questa nuova nascita dopo anni di #LOTTE per i #DIRITTI. E il richiamo a questo percorso è evidenziato dall’uso dei colori della BANDIERA DEL PRIDE, ideata nel ’78 dall’artista Baker. Che è simile alla BANDIERA DELLA #PACE (i cui colori sono gli stessi ma disposti al contrario).

Torino Collateral Pride La panchina #PeaceAndPride

La panchina racconta il collegamento tra queste due bandiere. Dal rosso fino al viola. Per poi proseguire lungo la scala dei colori e ritornare al rosso attraverso un movimento circolare che rende l’idea dell’interdipendenza tra i due concetti: #PeaceAndPride. L’opera è stata realizzata con il coinvolgimento delle persone che hanno raggiunto l’artista al Centro Culturale Comala.

Da qui l’opera unica e corale a più mani. Il simbolo che la lotta per i diritti_LGBTQI+ è una lotta di partecipazione e ognuno e ognuna vi contribuisce con orgoglio per la propria peculiare sfumatura e impronta di colore. Tra gli altri, hanno partecipato alla realizzazione condivisa, anche l’Assessore Marco Giusta e la Presidente Francesca Troise.

L’assessore Giusta : Bisogna lasciare che i colori si esprimano

“Sono molto orgoglioso e molto felice di aver potuto partecipare a questo progetto #PeaceAndPride – dichiara l’assessore ai Diritti della Città di Torino Marco Giusta. Credo che anche l’azione che abbiamo svolto insieme, quella di dare il fissativo, che permette ai colori di esprimersi e di restare inalterati nel tempo al riparo dalle intemperie sia il simbolo di ciò che deve fare un ‘Amministrazione. Qualunque amministrazione pubblica. E cioè lasciare che i colori si esprimano, che le differenze possano arricchire la nostra vita, prendersene cura e impedire che le intemperie facciano del male.”

Gli alberi di Osvaldo Neirotti

Il rrichiamo alla storia 42ennale della bandiera del Pride è rappresentata dal colore con cui sono stati dipinti gli alberi di Adamo e di Eva di Osvaldo Neirotti. I colori sono realizzati con Calce, Farina, Latte, Olio, Acqua e Pigmenti Naturali e proteggono la pianta da parassiti e da raggi UV.

Il rosa e l’azzurro sono sì i colori dello stereotipo di genere ma sono anche i colori che inizialmente facevano parte della bandiera di Baker. Sono stati in seguito tolti per questioni puramente tecniche. Sono stati ripresi poi nel 2000 dalla BANDIERA DEL MOVIMENTO TRANS: rosa, azzurro e bianco. Il percorso della lotta per i diritti è un percorso lungo e proprio oggi in Italia, con estremo ritardo rispetto ad altri paesi, si sta cercando di formulare una legge contro l’ omolesbobitransfobia.

Le istituzioni presenti all’inaugurazione

L’inaugurazione si terrà alla presenza di Marco Alessandro Giusta, Assessore ai Diritti della Città di Torino. Francesca Troise, Presidente dell Circoscrizione Torino 3. Giziana Vetrano, Presidente Coordinamento Torino Pride. Riccardo Zucaro, Presidente Arcigay Torino, Antonia di Costanzo, Direttivo Agedo Torino. Sandeh Veet, Presidente Sunderam Identità Transgender Onlus. 

L’iniziativa è stata patrocinata dalla Circoscrizione 3 della Città di Torino. 
L’evento si svolgerà all’aperto e nel rispetto delle attuali misure di contenimento del Covid19. I partecipanti verranno invitati a mantenere il distanziamento interpersonale di almeno 1 metro e a indossare la mascherina.
  

Anche la Mole diventa Arcobaleno

Torino (Collateral) Pride: si inaugura Gènesi 2020 #PeaceAndPride
Mole Antonelliana Rainbow

Era ormai tradizione che l’arcobaleno del Pride nel mese di giugno illuminasse con i suoi colori le strade della nostra città. Per questo, nonostante l’emergenza che stiamo vivendo – hanno sottolineato la sindaca Chiara Appendino e l’assessore ai Diritti Marco Giusta, – abbiamo voluto illuminare la Mole con i colori dell’arcobaleno, affinché sia chiaro che la lotta per i diritti prosegue. La Città di Torino, infine, ha già aderito formalmente alla giornata dell’orgoglio per i diritti LGBTQI, e continua, anche grazie all’importante lavoro del servizio LGBT a livello locale e nazionale come segreteria della rete Ready, a cercare di essere una città all’altezza delle aspettative della sua comunità Lgbtqi”.

Il progetto #PeaceAndPride

Il progetto #PeaceAndPride nasce l’anno scorso, grazie all’appoggio della consigliera Eleonora Averna, con il restyling ad opera della stessa Castelli delle prime due panchine arcobaleno della città in Circoscrizione I, all’angolo tra via Monte di Pietà e via San Tommaso. 

In un anno le panchine si sono trasformate in un luogo della città in cui la gente, condividendo i propri selfie con l’hashtag #peaceandpride, ha la possibilità di comunicare la propria adesione al messaggio in favore dei diritti, mettendoci la faccia.

L’artista Rosalba Castelli, del resto, è conosciuta a Torino proprio per il progetto artistico e sociale “Famiglie: mettiamoci la faccia!”, che era stato protagonista del Torino Pride 2018 e del “Famiglie mettiamoci la faccia Circoscrizioni Tour”. 

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Monica Col
Vicedirettore di Zetatielle Magazine e responsabile della sezione Arte. Un lungo passato come cronista de “Il Corriere Rivoli15" e “Luna Nuova”. Ha collaborato alla redazione del “Giornale indipendente di Pianezza", e di vari altri giornali comunali. Premiata in vari concorsi letterari come Piazza Alfieri ( 2018) e Historica ( salone del libro 2019). Cura l’ufficio stampa di Parco Commerciale Dora per la rassegna estiva , del progetto contro la violenza di genere promosso da "Rossoindelebile", e della galleria d’arte “Ambulatorio dell’Arte “. Ha curato l'ufficio stampa e comunicazione del Movimento artistico spontaneo GoArtFactory per tre anni. Collabora sempre come ufficio stampa in determinati eventi del Rotary distretto 2031. Ė Presidente dell 'Associazione di promozione sociale e culturale "Le tre Dimensioni ", che promuove l' arte , la cultura e l'informazione e formazione artistica in collaborazione con le associazioni e istituzioni del territorio. Segue la comunicazione per varie aziende Piemontesi. Dice di sé: “L’arte dello scrivere consiste nel far dimenticare al lettore che ci stiamo servendo di parole. È questo secondo me il significato vero della scrittura. Non parole, ma emozioni. Quando riesci ad arrivare al cuore dei lettori, quando scrivi degli altri ma racconti te stesso, quando racconti il mondo, quando racconti l’uomo. Quando la scrittura non è infilare una parola dietro l’altra in modo armonico, ma creare un’armonia di voci, di sensazioni, di corse attraverso i sentimenti più intensi, attraverso anche la realtà più cruda. Questo per me è il vero significato dello scrivere".