Solanacee: qui le streghe cattive sono di famiglia

Le Solanacee possono davvero sembrare la famiglia delle streghe cattive, perché è una delle più ricche di piante velenose. Belladonna, datura, giusquiamo sono specie affascinanti e assolutamente tossiche e sono tutte Solanacee. Eppure sono Solanacee anche ortaggi di uso comune, che tutti i giorni rendono più golose le nostre ricette, come pomodoro, melanzana, peperone e patata. Che cos’hanno, dunque, in comune?

A parte caratteri botanici tipici, che vedremo insieme a breve, tanto le piante velenose quanto gli ortaggi contengono famigerati alcaloidi, come la solanina o la nicotina. Persino il tabacco è una Solanacea, infatti! La solanina, che è un principio attivo temibile, è presente nelle parti verdi di patate e pomodori, ad esempio. Per questo, bisogna assolutamente evitare di mangiare patate germogliate, perché i germogli la contengono, o pomodori verdi. D’accordo, c’è chi prepara squisite confetture di pomodori verdi ma – lasciatecelo dire, finalmente – lo fa a suo rischio e pericolo!

Esempio di pianta della famiglia delle Solanacee: particolare di pomodoro verde, non ancora maturo.
Foto di Alexei da Pixabay

Nella classificazione botanica, le Solanacee condividono sino all’ordine il percorso con molte altre famiglie che abbiamo già trattato. Si tratta delle Plantaginacee, che abbiamo appena concluso di presentarvi, delle Labiate e delle Scrofulariacee. Come queste, appartengono alla superdivisione delle Antofite o Fanerogame (piante con fiori visibili).

Le ritroviamo, poi,  nella divisione delle Angiosperme (fiore con ovario), nella classe delle Dicotiledoni, nella sottoclasse delle Simpetale e nell’ordine Tubiflore (a corolla pentamera). Si distinguono solo a partire proprio dalla famiglia. Il nome Solanacee deriva dal genere più rappresentativo, ossia Solanum, di cui fa parte pure la patata. Si chiama così dall’aggettivo latino sostantivato solanus, che traduciamo come “esposto al sole”.

Infiorescenza di patata, con fiori bianchi, che svetta su un campo di foglie verdi, con sfondo di cielo grigio.
Fiore di patata. Foto di Jeyaratnam Caniceus da Pixabay

Nella famiglia delle Solanacee, ci sono peculiarità botaniche comuni tanto alle piante tossiche quanto alle verdure. Per prima cosa, il fiore in ogni sua parte (calice, corolla e androceo) è pentamero, con corolla actinomorfa, ossia a simmetria raggiata. Solo in pochi casi, come per il giusquiamo, troviamo un fiore zigomorfo, cioè con unico asse di simmetria. Sono fiori sovente appariscenti per forma e colore, per meglio attirare gli insetti impollinatori.

Inoltre, le Solanacee sono specie erbacee o al limite arbustive, a volte rampicanti: tra le poche legnose, citiamo la dulcamara. Le foglie sono alterne, senza stipole (le foglioline che in alcuni casi si notano alla base del picciolo), a forma variabile. I frutti sono bacche spesso di grandi dimensioni (pomodoro) oppure sono capsule (datura). Contengono piccoli semi appiattiti e tondeggianti.

Altra specie della famiglia delle Solanacee: fiori biancastri di giusquiamo in primo piano, a simmetria raggiata, tra foglie verdi.
Fiori di giusquiamo. Foto di György Károly Tóth da Pixabay

A partire dalla prossima domenica, con la misteriosa dulcamara, le singole specie di Solanacee ci terranno compagnia per diverse settimane. È una famiglia di cui non ci siamo quasi mai occupati, in questa rubrica. L’unico articolo in proposito, che vi invitiamo a rivedere tra quelli già pubblicati qui su Zetatielle Magazine, riguarda l’alchechengi. Tutto il resto è da esplorare.

Alterneremo pertanto piante che, con prudenza, sono utili alla salute ad altre che sono veleni mortali e a quelle che sono il vanto della cucina mediterranea.  Se avrete la pazienza di seguirci in questo nuovo approfondimento, vi promettiamo tante sorprese e molte curiosità.

Infiorescenza di dulcamara, con fiorellini viola e gialli, che pende su sfondo sfocato di foglie verdi.
Infiorescenza di dulcamara. Foto di Ann-marie da Pixabay

Foto di copertina con fiori di patata di Teodor Buhl da Pixabay

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Maura Maffei
Maura Maffei
Eccomi a voi! A livello accademico, sono erborista e soprano lirico. Sono anche iscritta all'Ordine dei Giornalisti del Piemonte nell'albo pubblicisti. La mia grande passione è scrivere romanzi storici: in più di trent'anni dì carriera, ne ho pubblicato una ventina. E l'altro amore assoluto è quello per la storia e la cultura irlandesi: ogni giorno, faccio esercizi di gaelico, per ripassare questa lingua affascinante e difficile, perché la lingua è la vera anima di un popolo. Una volta ero una viaggiatrice indefessa: adesso mi trovate quasi ogni sabato nelle varie librerie a fare firma copie, perché mi arricchisce molto dialogare a tu per tu con i lettori. Mi piace dipingere, creare collane di pietre dure e ho due vaste collezioni di cui vado orgogliosa: quella di giochi di società e la cineteca. In particolare, faccio incetta di vecchi film di Hollywood, che si giravano tra gli Anni Trenta e gli Anni Sessanta del secolo scorso. Tra i registi di allora, adoro Hawks, Leisen e Capra. La mia famiglia è la mia autentica forza e metto sempre al primo posto mio marito Paolo, mia figlia Maria Eloisa e mio genero Cristiano. Trascorro infine ogni giornata in compagnia di 4 gatti: Jolie, Liath, Croí ed Elvis.
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