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La “grande bellezza” della facciata di Juvarra sta per rinascere a Torino con il restauro di Palazzo Madama in Piazza Castello. Un progetto importante e imponente che vede protagonisti i tremilasettecentotrenta blocchi di marmo e le quattro statue allegoriche in facciata, “firmato” dall’architetto Gianfranco Gritella. “Non credo esista in Torino un altro monumento le cui pietre racchiudano 2000 anni di storia, al pari di Palazzo Madama“. Commenta il Presidente della Fondazione Torino Musei Maurizio Cibrario

L’intervento, promosso dalla fondazione Torino Musei sarà finanziato interamente da Fondazione CRT con un capitale di circa due milioni e mezzo di euro. La facciata di Juvarra, progettata tra il 1718 e il 1722, vedrà iniziare i lavori, che dureranno circa un anno e mezzo, prima dell’estate. Un “cantiere della conoscenza”, inoltre, eseguirà ricognizioni nelle sotterranee “Cantine juvarriane”, mai aperte ai visitatori.

Il restauro di Palazzo Madama un nuovo Rinascimento culturale

Il restauro di Palazzo Madama è il primo dono che la Fondazione CRT fa alla città e alla regione nel proprio trentennale. Rafforzando la lunga tradizione di solidarietà verso il patrimonio storico-artistico, a partire dalle Residenze Sabaude – afferma il Presidente di Fondazione CRT Giovanni Quaglia –. Ci prendiamo cura di un bene di rilevanza nazionale che appartiene a tutti, con l’impegno di collaborare con le istituzioni per un nuovo Rinascimento culturale, continuando a far risplendere nel tempo la ‘grande bellezza’ diffusa sul territorio che rafforza il senso di comunità”.

Sarà quindi una sinergia di antiche tecniche artigianali e metodologie all’avanguardia. Un’operazione che permetterà di recuperare i marmi originali con l’impiego di fibre di carbonio, resina e acciaio inox nelle parti nascoste dell’edificio. Infatti, il marmo di Chianocco o Foresto, estratto fin dal Cinquecento nelle omonime località nella bassa valle di Susa, e utilizzato da Filippo Juvarra, è affetto da “un male antico” legato alla propria friabilità. Gli agenti atmosferici e l’inquinamento sono la causa principale della disgregazione di questa pietra, ricca di piccole cavità. Recuperando antiche tecniche artigianali si risaneranno le principali lacune mediante il rifacimento di parti in marmo identiche all’originale.

Il restauro di Palazzo Madama: rinasce la facciata di Juvarra

I lavori della facciata di Juvarra, occupazione per le imprese

Davvero molti i lavori previsti. Si va dal restauro dell’apparato architettonico e decorativo al consolidamento strutturale dei soffitti e degli architravi lapidei e dei serramenti lignei. In programma anche il restauro delle quattro monumentali statue allegoriche che saranno musealizzate e sostituite da copie identiche. In cantiere la revisione e l’adeguamento dei sistemi di smaltimento delle acque meteoriche della copertura e il recupero dei sotterranei.

“Il grande cantiere di Palazzo Madama attiverà un doppio circolo virtuoso per la ripresa. Sosterrà l’attività e l’occupazione nelle imprese del Nord Ovest coinvolte nei lavori, e consentirà a Fondazione CRT di mettere a disposizione del recupero del patrimonio artistico ulteriori risorse per 1,5 milioni di euro grazie all’Art bonus – dichiara il Segretario Generale di Fondazione CRT Massimo Lapucci –. È un investimento strategico in ottica ‘recovery plan culturale’, con l’obiettivo di tutelare e valorizzare l’arte nel presente e di trasmetterla in eredità alle prossime generazioni”.

Il “cantiere della conoscenza”

Già da subito, un “cantiere della conoscenza” permetterà di esplorare parti dell’edificio “nascoste”, cioè le cosiddette “Cantine Juvarriane”. Composte dagli affascinanti sotterranei presenti nello scalone monumentale e nell’area del fossato antistante. Sotterranei che conducevano da Palazzo Madama verso l’Armeria Reale, ampliando così gli spazi fruibili dal pubblico.

Il progetto è frutto di un percorso esemplare, costruito su di uno studio approfondito e maturato nella piena conoscenza e nel rispetto della eccezionalità della facciata juvarriana. In questo periodo così difficile, l’avvio di un cantiere tanto complesso dà speranza e offre una nuova conferma della capacità e attenzione che le istituzioni cittadine sanno riservare al patrimonio monumentale”. Così commenta Luisa Papotti, Soprintendente Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Torino

Le quattro Virtù

Questo è probabilmente l’intervento più suggestivo e spettacolare. Sopra la balaustra della facciata di Juvarra, sono poste quattro sculture in marmo alte quattro metri e pesanti tre tonnellate ciascuna. Sono state scolpite da Giovanni Baratta nel 1726 e rappresentano le Allegorie delle quattro virtù cardinali: Giustizia, Prudenza, Forza e Temperanza.

Il restauro di Palazzo Madama: rinasce la facciata di Juvarra

A causa del degrado e della frammentazione in più parti dei blocchi che le compongono, saranno rimosse tramite una tecnica simile al sistema di estrazione dei blocchi di marmo dalle cave. Dopodiché verranno posizionate all’interno di speciali gabbie in acciaio, quindi sollevate e trasportate alla base dell’edificio, per il restauro e la successiva musealizzazione. Durante i restauri ciascuna scultura sarà temporaneamente sostituita sul posto da elementi provvisori dello stesso peso. A lavoro ultimato, al posto degli originali, saranno inserite quattro copie identiche.

Tutto in live

All’interno di un padiglione in prossimità di Palazzo Madama un sistema di videocamere trasmetterà le principali fasi di lavorazione e gli interventi più significativi. Il pubblico potrà quindi assistere alle principali fasi di restauro delle quattro grandi statue.

Un ascensore montacarichi consentirà di condurre gruppi di visitatori in determinate aree del cantiere, sino alla quota della balaustra sommitale. Al termine dell’intervento, una mostra a Palazzo Madama illustrerà la storia dell’edificio e i restauri, e consentirà di conoscere parti del palazzo oggi sconosciute al grande pubblico.

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Monica Col
Vicedirettore di Zetatielle Magazine e responsabile della sezione Arte. Un lungo passato come cronista de “Il Corriere Rivoli15" e “Luna Nuova”. Ha collaborato alla redazione del “Giornale indipendente di Pianezza", e di vari altri giornali comunali. Premiata in vari concorsi letterari come Piazza Alfieri ( 2018) e Historica ( salone del libro 2019). Cura l’ufficio stampa di Parco Commerciale Dora per la rassegna estiva , del progetto contro la violenza di genere promosso da "Rossoindelebile", e della galleria d’arte “Ambulatorio dell’Arte “. Ha curato l'ufficio stampa e comunicazione del Movimento artistico spontaneo GoArtFactory per tre anni. Collabora sempre come ufficio stampa in determinati eventi del Rotary distretto 2031. Ė Presidente dell 'Associazione di promozione sociale e culturale "Le tre Dimensioni ", che promuove l' arte , la cultura e l'informazione e formazione artistica in collaborazione con le associazioni e istituzioni del territorio. Segue la comunicazione per varie aziende Piemontesi. Dice di sé: “L’arte dello scrivere consiste nel far dimenticare al lettore che ci stiamo servendo di parole. È questo secondo me il significato vero della scrittura. Non parole, ma emozioni. Quando riesci ad arrivare al cuore dei lettori, quando scrivi degli altri ma racconti te stesso, quando racconti il mondo, quando racconti l’uomo. Quando la scrittura non è infilare una parola dietro l’altra in modo armonico, ma creare un’armonia di voci, di sensazioni, di corse attraverso i sentimenti più intensi, attraverso anche la realtà più cruda. Questo per me è il vero significato dello scrivere".