Discoteche chiuse e così anche le sale da ballo. Le regole Covid-19 non consentono ancora la ripresa. A Torino muore La Terrazza, ma questa è un’altra storia…

Se c’è una cosa che Torino ha sempre vantato è quell’atmosfera un pò retrò, che si fonde con la modernità e il progresso. Un velo di bell’epoque che scende tutte le sere sulla Mole e che la distingue da Milano da sempre. Una città così, non può non conservare gelosamente i suoi capisaldi che sono il simbolo della società cittadina. Piccoli angoli di Torino che sono immortali e che mantengono vivo non solo il ricordo della moda, del costume e degli svaghi, ma che lo ripropongono con la regolare frequentazione dei torinesi stessi. Come quel carillon da tenere sul bureau della camera da letto, che quando lo apri inizia a suonare e una ballerina di ceramica gira su se stessa.

Sono pochi ormai e, se continua così, non esisteranno più. Uno di questi è il Le Roi che d’inverno ospita tutta la Torino danzante e d’estate diventa La Terrazza, con i tavolini all’aperto e la pista da ballo che è ancora il classico palchetto in legno sormontato da un gigantesco gazebo, con l’orchestra che, ovviamente, suona rigorosamente dal vivo.

Ebbene, questa realtà, fortemente volute da Toni Campa, oggi non esiste più. Il Le roi è ancora chiuso per le regole anti Covid e non si sa quando potrà riaprire.

Le Roi la pista vuota e il palco

Le Roi Music Hall

Sul sito ufficiale del locale si legge:

Nel 1959 disegna la Sala da ballo Lutrario, un interno immaginato come un bosco realizzato in ceramica e mosaico. Contemporaneamente ricostruisce per sé l’appartamento di una villa antica, oggi conservato come Museo Casa Mollino e sede della Fondazione.
Nel 1973 viene inaugurato il Teatro Regio di Torino, il suo ultimo capolavoro architettonico
.

Dal 2008 l’attività del Le Roi, conosciuto anche come sala da ballo Lutrario, viene acquisita e gestita dai promoter Toni Campa e Luciana De Biase che da anni promuovono eventi e producono manifestazioni musicali.

La loro esperienza riporta il pubblico a vivere e rivivere la tradizione del ballo attraverso un recupero anche strutturale della storica sala danze.
All’interno della meravigliosa e particolare architettura, progettata nel ’59 dall’architetto Carlo Mollino,All’ingresso, un’affascinante galleria fotografica testimonia la presenza nel locale di tante celebrità italiane ed estere.
Per la Città di Torino è stata fondamentale la presenza del duo Campa-De Biase per riportare all’antico splendore il leggendario Le Roi Music Hall
“.

E infatti è così. Toni Campa e Luciana De Biase sono un binomio inscindibile e il risultato non è solo un locale, ma IL locale per eccellenza.

Toni Campa e Luciana De Biase seduti al tavolino de La Terrazza

E La Terrazza?

La Terrazza, l’abbiamo detto, era l’ultimo baluardo delle danze torinesi. Niente a che fare con il tradizionale ballo estivo all’aperto di piazza d’Armi. La Terrazza era un luogo magico, dove ritrovare eleganza, belle maniere e un’aria tipica da belle Epoque torinese. Cosa resta di quell’angolo incantato?

Nel 2010 Dirigenti della nostra Città mi chiesero uno studio di fattibilità per un’area abbandonata e in stato di degrado, cosi la Città accetto il mio progetto e a mie spese mi fece realizzare LA TERRAZZA via Stradella 15 .(area Circolo Ettore Valli). Ma dopo aver speso tutto il denaro per me possibile, per equivoci o dispetti tra Dirigenti e Politici fui costretto a lasciare l’area. Nella foto come era LA TERRAZZA nel 2017 quando consegnai le chiavi e oggi com’è a LUGLIO del 2020 .C’è del marcio in Danimarca…

Così scrive Toni Campa su Facebook e le foto sono uno spaccato più che eloquente.

La Terrazza prima e dopo. Tre foto la immortalano nel suo splendore con i divanetti, il palco per ballare e il bar e nelle altre tre il devasoto delle stesse aeree con immondizia per terra e mobili rotti

La Terrazza prima e dopo. Tre foto la immortalano nel suo splendore con i divanetti, il palco per ballare e il bar, e nelle altre tre il devasto delle stesse aeree con immondizia per terra e mobili rotti. Questo è ciò che resta di un sogno, o meglio, di un sogno diventato realtà e di un angolo di Torino dove tantissima gente si ritrovava per assaporare non solo una serata di divertimento, ma per tornare, anche solo per qualche ora in un mondo fatto di galateo, riguardo, eleganza e stile.

I commenti sono innumerevoli e pieni di disgusto. Alcuni sfiorano il disprezzo. E per forza. Toni Campa è ancora un signore da cilindro e bastone. Ex attore cinematografico, promoter, impresario e imprenditore. Non ha bisogno di presentazioni, perchè in tutto il mondo il suo nome è sinonimo di musica, tradizione, esperienza. Un uomo che ha saputo regalare ai torinesi, il sogno di una Torino pulita, una Torino da rispettare.

Che ne sarà della cultura, in genere, se non c’è più rispetto per la storia? Che ne sarà del decoro se non c’è più attenzione? Ma soprattutto che ne sarà delle nostre tradizioni, se non c’è più memoria?