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Con un anno completamente perso, quale futuro si prospetta per gli organizzatori eventi? L’impegno di UNOE per tutelare il settore

Questa categoria è stata fortemente penalizzata, tutti gli organizzatori di eventi: artistici, musicali, teatrali, di street food, di mostre mercato e di fiere. Lo Stato dovrebbe voltare pagina, versare una quota a fondo perduto per dare respiro. Tante serrande si stanno chiudendo, tante società stanno portando i libri dal notaio per il fallimento”. Sono parole di Alessandro Pollak, presidente dell’UNOE, Unione Nazionale Organizzatori Eventi.

Una pandemia economica di portata eccezionale ha colpito il settore degli organizzatori di eventi. Un settore fermo praticamente dal febbraio scorso che si ritrova in ginocchio e senza una prospettiva certa. Questa, purtroppo lo stato attuale di un indotto che conta migliaia di persone rimaste senza reddito e senza lavoro.

L’effetto domino

Le imprese coinvolte annoverano nel loro indotto standisti, espositori e sellers, tra cui spiccano soprattutto preziosi artigiani, antiquari, designer e agricoltori a kilometro zero. Oltre a questi, gli occupati coinvolti nella realizzazione di un evento sono diversi. Allestitori, steward, addetti alla sicurezza, all’antincendio, alla pulizia, operatori sanitari e assistenti. Inoltre, queste aziende si avvalgono di consulenza specialistiche di architetti, ingegneri, grafici e addetti alla comunicazione e nello spostamento creano ulteriore indotto per trasporti e ricettività.

Ma non finisce qui, se consideriamo anche organizzatori di eventi enogastronomici tipici. Dallo street food di qualità ai wine taste festival, organizzatori di mostre mercato caratteristiche, sagre tipiche, eventi storici e tematici, ai wedding planning e convention. Da questo ramo, dipendono anche fotografi, sarti, noleggi auto, strutture ricettive, viaggi, nonchè il settore agricolo.

Nel 2020 il settore eventi ha subito danni piuttosto ingenti. La sospensione con procrastinamento e, più frequentemente, annullamento di eventi pubblici e privati, ha provocato perdite economiche di cui si sta ancora calcolando la dimensione esatta. Danni comunque enormi e per cui, diversamente che in altri settori, non sono previsti rimborsi e risarcimenti. Inoltre, l’improvviso e precipitoso calo di fatturato registrato dagli organizzatori ha ricadute negative anche nelle transazioni con i loro fornitori, diminuite in misura esponenziale.

Una finta ripresa

Nel periodo cruciale dell’emergenza le attività del comparto sono state completamente interrotte. A poco è servito il breve periodo tra giugno e settembre, dove le attività sono riprese a rilento e solo parzialmente. Anzi, tali attività hanno solo generato un forte aumento dei costi. Basta pensare agli investimenti per il necessario adeguamento di strutture e servizi alle normative sanitarie per il contenimento della propagazione del contagio.

Eppure le aziende hanno fatto sforzi notevoli per realizzare importanti investimenti per garantire la sicurezza, la sanificazione degli spazi e la gestione dei flussi di visitatori, dimostrando che si può operare e lo si può fare nel rispetto delle norme e del buon senso.

UNOE:“Uniti per far ascoltare le nostre Istanze”

Finalmente una voce in tutela del settore. A tutela e in supporto di questa categoria, fortemente penalizzata dall’emergenza Covid-19, nasce l’UNOE Unione Nazionale Organizzatori Eventi. E’ un’associazione in cui convergono le 48 aziende più rappresentative in Italia tra gli organizzatori di eventi. E’ la prima dedicata a un settore sino a oggi trascurato e sottovalutato, con volumi di affari importantissimi che  generano  indotto sul territorio e sostengono artigianato, tipicità, prodotti DOP e IGP, e che sono portatori di qualità, tradizione, diversità nel mercato globalizzato.

U.N.O.E. nasce in seguito a un fermo totale di un settore che nessuno sta considerando a livello istituzionale“. Dichiara il Presidente Alessandro Pollak. “Siamo stati bloccati per primi, da fine febbraio, e ora per ripartire ci eravamo adeguati alle linee guida regionali (per ciascuno diverse), con costi importanti per rispettare le regole di sanificazione e controllo, mentre ora, dopo nemmeno tre mesi, siamo di nuovo fermi con un calo di fatturato che supera il 90% quest’anno. Ci siamo uniti perché, nel rispetto della salute, vogliamo dare valore al nostro lavoro – prosegue il Presidente – ci sono 183.000 ambulanti e PMI che gravitano attorno ai nostri eventi, lavorano per lo più all’aperto, in piena tutela dei lavoratori e dei consumatori”.

Le proposte di UNOE

“Il DL Ristori prevede il sostegno a fondo perduto per la nostra categoria solo per il mese di aprile 2019 ma non possiamo basarci su introiti mensili. Nel nostro comparto il fatturato di un singolo mese può essere legato alla realizzazione di un evento e quello dopo può essere pari a zero, quindi va assolutamente integrato”. Per questo, spiega Pollak, si rende necessario che il Governo vari  un Ristoro specifico per la categoria.

Molti avevano fatto investimenti un anno prima per organizzare fiere. Ora, magari, si trovano con i debiti e i leasing fatti per i furgoni, con acconti dati per aver ordinato strutture particolari. La situazione peggiore è per chi si era aggiudicato i bandi per due – tre anni, facendo grandi investimenti. Anche perché non è detto che l’amministratore comunale faccia recuperare l’evento l’anno successivo”.

Bisogna che i fondi non siano stanziati fino ad esaurimento, ma in modo proporzionale, perché gli organizzatori di eventi di piccole dimensioni subirebbero forti penalità rispetto ai colossi delle grandi fiere internazionali.

Purtroppo oltre il danno, c’è anche la beffa. Infatti, le manifestazioni in programma per l’anno 2020 non solo sono saltate, ma non ci sono neanche prospettive per una pianificazione futura. Pur comprendendo le necessità di tutela della popolazione e l’andamento della pandemia, il problema è creato dalle politiche attuate. Nessuna iniziativa ha dato, o è previsto che dia, un sostegno concreto.

Una situazione derivante da un anno durante il quale l’intero comparto ha subito danni ingenti dovuti alle incertezze sia sociali, sia normative e burocratiche, che hanno portato il fatturato ad un calo che in media supera il 90%.

Serve una pianificazione del futuro

Si è perso veramente tanto, è tutto fermo, tranne le spese e le tasse perché quelle vanno pagate sempre. Sarebbe il caso che lo Stato bloccasse anche queste per salvare il salvabile, ma non avverrà. Noi andiamo andiamo avanti, cerchiamo di farci sentire. Siamo la prima associazione di categoria a al momento abbiamo 52 soci, ci dobbiamo fare spazio” , dichiara Pollak.

Le aziende vogliono guardare fin da ora al 2021 e invocano una pianificazione in tal senso. E’ palese che tra la riapertura e la programmazione reale corrono tempistiche importanti, in cui gli investimenti a livello di comunicazione, commercializzazione e promozione, non sono coperti dal consueto flusso di cassa. “Si tratta di una serie di aspetti specifici del comparto che sarebbero stati presi in considerazione se avessimo potuto partecipare alla pianificazione delle normative che riguardano la nostra categoria. A questo scopo ci siamo uniti, per dare alle Istituzioni un interlocutore in rete, confidando di essere ascoltati e chiamati in causa da ora in avanti”. Conclude Alessandro Pollak.

l’UNOE e il suo Direttivo sono solidali con gli operatori del settore, in particolare quelli con sede nelle regioni rosse, e conferma la determinazione di essere la voce di una categoria portatrice di valore economico e sociale sia a livello nazionale sia locale; l’attività istituzionale proseguirà garantendo agli associati e agli operatori del comparto una reale rappresentatività, in modo che le future normative nazionali e locali tengano conto anche delle istanze degli organizzatori di eventi, troppo spesso inascoltate poiché inespresse a livello unitario.

Superare la crisi contingente per puntare a iniziative strutturali: così UNOE traccia la rotta per il prossimo futuro.